Il negozio fantasma di Edmund Crispin

Sulla copertina di Il negozio fantasma di Edmund Crispin c'è un disegno in bianco e nero, che ritrae un uomo davanti alla vetrina di un negozi di giocattoli, in un tipico villaggio inglese. Dalla porta del negozio esce una possanghera di sangue rosso vivo.

Tornare ai classici del giallo è sempre confortante per chi ama il genere, soprattutto quando lo si fa in compagnia di un autore capace di sorprendere ancora. Il negozio fantasma di Edmund Crispin, pubblicato per la prima volta nel 1946 e ripubblicato lo scorso anno da Blackie Edizioni, è uno di quei romanzi che sono usciti da un’altra epoca ma che dimostrano di avere ancora parecchio da dare a chi li legge.

Il negozio fantasma

La trama si apre con il poeta Richard Cadogan che, dopo una notte piuttosto movimentata, si ritrova coinvolto in un misterioso omicidio in un negozio apparentemente scomparso nel nulla. Un delitto da camera chiusa in piena regola, che chiama in causa l’ingegno del professor Gervase Fen, docente di letteratura a Oxford e investigatore dilettante per vocazione e per puro gusto del paradosso.

Le eccentricità di Gervase Fen, professore di Lingua e Letteratura inglese e membro del St. Christopher’s, non rientravano nell’usuale tipologia dei docenti ma erano accettate più o meno direttamente dai colleghi, i quali ormai sapevano che tentare di avere la meglio con Fen risultava di solito una battaglia persa.

Che fine ha fatto il cadavere dell’anziana signora che Cadogan dice di aver visto?
E perché nessuno in quella via si ricorda di un certo negozio di giocattoli?

È un vero mistero, che nemmeno la Polizia vuole affrontare, credendo che Cadogan stia vaneggiando.

Tutto accade in meno di 24 ore e viene da pensare che la serie di assurde vicende che Fen e Cadogan, indagando, si trovano a vivere, sia stata d’ispirazione per un classico del cinema degli Anni Ottanta: il cult Fuori orario di Martin Scorsese, in cui tutto accade così velocemente e senza alcun controllo da parte del protagonista, decisamente travolto dagli eventi.

Uno degli aspetti più irresistibili del romanzo è senza dubbio la grande ironia di Crispin. L’autore non risparmia battute, situazioni assurde e momenti apertamente surreali, che spezzano la tensione e rendono la lettura vivace e spassosa; il tutto senza mai scivolare nel grottesco fine a se stesso: l’humour è parte integrante dell’ingranaggio narrativo.

Fen, dal canto suo, è un personaggio memorabile proprio per la sua stramberia intelligente. Refrattario a qualsiasi regola accademica, capace di mantenere una lucidità invidiabile anche nei momenti più concitati, affronta il pericolo con quello che potremmo definire un misto di coraggio e incoscienza. Ed è impossibile non affezionarsi a questo professore che cita Alice nel paese delle meraviglie mentre smonta alibi e percorre la strada verso la risoluzione dell’enigma.

A rendere il romanzo ancora più gustoso contribuiscono le numerose citazioni letterarie, che sgorgano naturali tanto dalla bocca di Fen quanto da quella di Cadogan. I dialoghi brillano di acume e cultura, senza mai risultare pedanti.

Delizioso e sorprendente, soprattutto per l’epoca, è poi lo sfondamento della quarta parete: Fen si rivolge direttamente ai lettori, ma anche all’autore e all’editore, in un gioco metaletterario davvero originale e poco consueto per gli anni Quaranta.

«Il delitto si aggira nell’ateneo» continuava Fen. Il tocco insanguinato. Fen alla riscossa.
«Che stai dicendo?» domandò Cadogan con voce fioca e un po’ gorgogliante.
«Amico mio, ti senti bene? Stavo elaborando dei titoli per Crispin».

La trama gialla, intricata e ben costruita, ruota attorno a un classico enigma della camera chiusa che solo l’osservazione acuta di Fen riesce a sbrogliare.
L’unico elemento talvolta irritante è la grande quantità di personaggi: tutti funzionali all’intreccio, certo, ma non sempre facili da tenere a mente.

Il negozio fantasma è un romanzo piacevole, intelligente e di grande intrattenimento.
Non un giallo indimenticabile, forse, ma una lettura brillante e ironica, perfetta per chi ama i misteri classici con un irresistibile tocco di follia.

Sulla copertina di Il negozio fantasma di Edmund Crispin c'è un disegno in bianco e nero, che ritrae un uomo davanti alla vetrina di un negozi di giocattoli, in un tipico villaggio inglese. Dalla porta del negozio esce una possanghera di sangue rosso vivo.

un libro per chi: vuole (ri)scoprire un autore considerato uno dei grandissimi del giallo classico

autore: Edmuns Crispin
titolo: Il negozio fantasma
traduzione: Mariapaola Dettore
editore: Blackie Edizioni
pagg. 252
€ 20

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne, ascolta musica jazz e vive un'intensa storia d'amore con il suo beagle Franco.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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