Keum Suk Gendry-Kim, autrice del bellissimo Le malerbe, è tornata in libreria grazie a Bao Publishing con Jun, romanzo grafico che racconta la storia del cantante e compositore autistico Jun Choi.

Jun

Quando Jun aveva due anni e mezzo ancora non parlava.
Dopo alcune visite mediche fu emessa la diagnosi: autismo.

Non è per nulla facile per una famiglia ritrovarsi con quella che per molti appare come una sentenza, una condanna.
Non è facile per la nonna di Jun, che decide di andare ogni giorno al tempio per pregare.
Non lo è per la madre, che si immola sull’altare del continuo accudimento, trascurando la sua stessa vita e in primis la propria salute.
E nemmeno per il padre, che perde tutti i capelli e i peli del corpo per lo stress di mantenere la famiglia e soprattutto guadagnare abbastanza per le terapie di Jun.
Non è per nulla semplice nemmeno per Yunsun, sorella minore di Jun, che si sente trascurata dai genitori, completamente dediti al benessere di quel figlio strambo e apparentemente indifeso.

Non è facile nemmeno per Jun, bullizzato dagli altri bambini, compatito dagli adulti, messo in un angolo e quasi sempre incompreso.
Perché Jun sa come comunicare col mondo, ma il mondo proprio non vuole ascoltarlo, non ne è ancora capace, diffida di quelle sue stranezze, di quei suoni ripetitivi, di quella bocca sempre aperta e stupita.

Jun di Keum Suk Gendry-Kim

Jun ha un talento straordinario per la musica e per i suoni.
Sente il suono del vento, sa trasformare in note il fragoroso rumore della metropolitana.
E sarà proprio la musica a diventare la chiave per aprire certi portoni sigillati a tripla mandata; grazie al Pansori, l’antica arte dei canti tradizionali, Jun imparerà anche a parlare, a esprimere frasi lunghe e coordinate, a farsi sentire dal mondo intero, partendo proprio dalla sua famiglia, che da troppo tempo lo tiene chiuso, per amore, in una bolla protrettrice ma, allo stesso tempo, distante da tutto e da tutti.

Jun di Keum Suk Gendry-Kim

Sarà Yunsun a farlo notare in modo brutale al padre e alla madre, a far capire loro che amare Jun non può significare solo proteggerlo, ma deve soprattutto voler dire spronarlo a essere libero e indipendente, perché nessuno di loro sarà eterno e chi si prenderà cura di lui quando loro non ci saranno più.

“Vivere anche solo un giorno in più di Jun”, è così che la madre risponde alla domanda “Qual è il suo più grande desiderio?” durante un’intervista.
Ed è qui che lettori e lettrici vengono investiti dal grande dilemma che assale chiunque abbia cura di persone come Jun: quel dopo di noi che tormenta i giorni e le notti delle famiglie, che troppo spesso viene sottovalutato dalla società e dalla politica.

La storia di Jun ci sprona soprattutto ad accogliere quella che siamo soliti chiamare diversità, ci spinge a guardare con occhi più limpidi ciò che ci appare bizzarro, ciò che in verità ci disturba e ci spaventa, dando a queste persone l’opportunità di stupirci e conquistarci.

Keum Suk Gendry-Kim ancora una volta è maestra di profonda sensibilità, raccontandoci una storia che può fare la differenza nel nostro modo di vedere e pensare.
Una lettura assolutamente da fare.

Jun di Keum Suk Gendry-Kim

un libro per chi: vuole provare a capire cosa significhi essere autistici

autrice: Keum Suk Gendry-Kim
titolo: Jun
traduzione: Mary Lou Emberti Gialloreti
editore: Bao Publishing
pagg. 252
€ 20


Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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