Chissà se nella realtà esistono tanti triangoli amorosi quanti quelli che vengono raccontati in letteratura. Un argomento, quello delle relazioni che esulano dalla normalità della coppia, che recentemente è stato toccato anche dall’autrice americana Lily King e che già diversi anni fa aveva trovato spazio in un romanzo breve di Almudena Grandes.
Cuore l’innamorato di Lily King
In Cuore l’innamorato, Lily King racconta l’età in cui tutto sembra possibile e, proprio per questo, terribilmente definitivo.
Jordan, Sam e Yash sono poco più che ventenni quando si incontrano all’università, in anni ancora analogici, senza smartphone e social.
Sono tre intelligenze affamate, tre solitudini che si riconoscono e si scelgono: il religioso Sam condivide casa con Yash e inizia a uscire con Jordan (così i due ragazzi soprannomineranno la protagonista, di cui scopriremo il vero nome solo all’ultima pagina). La loro amicizia nasce così, con l’intensità tipica di chi ha vent’anni e crede che le persone incontrate in quel momento lo accompagneranno per sempre.
Il triangolo amoroso che si crea tra Jordan, Sam e Yash non è solo una questione sentimentale: è il cuore pulsante del romanzo, il punto in cui desiderio, lealtà e ambizione entrano in collisione.
Lily King non racconta semplicemente “chi ama chi”, ma mette in scena una domanda scomoda: fino a che punto l’amicizia maschile può (o deve) resistere quando entra in gioco l’amore per la stessa donna?
Non mi era mai capitato di bruciare una lettera che qualcuno mi aveva scritto, ma questa l’ho portata dritta ai fornelli a gas. Ho acceso e ho guardato la carta arricciarsi e annerirsi nel lavandino. Apro l’acqua per mandare nello scarico cenere e residui.
A vent’anni non esistono sfumature di grigio. Le scelte sono assolute, i sentimenti totalizzanti. O si è fedeli o si tradisce, o si ama o si perde tutto. Solo più tardi, da adulti, si impara che la vita è fatta di compromessi, di zone d’ombra, di rimpianti silenziosi, di perdono che deve arrivare, a sanare il dolore. Il confronto tra le aspettative della giovinezza e la realtà dell’età adulta attraversa il romanzo come una ferita mai del tutto rimarginata.
La relazione tra i tre, anche a distanza di anni e sopraffatta da prolungati silenzi, rimane sempre presente, come un cordone rosso che li lega e non li lascia completamente liberi.
Jordan, Yash e Sam comunicano spesso attraverso i libri e la letteratura; le parole e i sentimenti rimangono sospesi e Lily King è maestra nel far arrivare questa sensazione a lettrici e lettori.
Un anno dopo trovai una poesia nella cassetta delle lettere. Una poesia di D.H. Lawrence trascritta a penna blu su un foglio giallo a righe. «L’elefante, l’enorme vecchia bestia», diceva, «è lento ad accoppiarsi». Aspetta che «nasca piano piano la simpatia nel suo vasto cuore timido». Io non ero un elefante. Il mio cuore non era mai stato lento. La strappai.
Resta una domanda che brucia tra le pagine di questo romanzo breve che si legge in poche ore, ma lascia a lungo emozioni forti e discordanti: quando si hanno una famiglia e degli amici non si è mai davvero soli, ma è possibile sentirsi completi senza un amore? L’assenza di una relazione sentimentale continua a farci sentire irrimediabilmente incompleti?
Cuore l’innamorato non offre risposte facili e forse è proprio questo il suo più grande atto di sincerità.

autrice: Lily King
titolo: Cuore l’innamorato
traduzione: Manuela Francescon
editore: Fazi
pagg. 222
€ 18.50
Troppo amore di Almudena Grandes
Decisamente più erotico del romanzo di King, Troppo amore di Almudena Grandes, pubblicato in Italia da Guanda nel 2004, racconta di un altro triangolo amoroso, quello tra Maria José, Jaime e Marcos, compagni all’Accademia delle Belle Arti di Madrid negli anni Ottanta.
In Troppo amore, la grande scrittrice spagnola scomparsa nel 2021 scava con lucidità e passione nel cuore inquieto della giovinezza artistica, raccontando una relazione a tre che è molto più di un semplice intreccio sentimentale. I protagonisti – legati da desiderio, ammirazione e gelosia – si muovono in uno spazio emotivo instabile, dove l’amoree il sesso diventano misura del proprio valore e strumento di affermazione personale.
Amare, in questo romanzo, significa anche competere, esporsi, rischiare di perdersi.
Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse.
A tenerli uniti è soprattutto il fuoco sacro dell’arte, quella vocazione assoluta che brucia ogni altra priorità e promette una forma di immortalità. Grandes descrive con straordinaria precisione le aspettative dei giovani artisti, convinti che il talento basti a salvarli dalla mediocrità e dal compromesso. Il futuro, visto da vicino, appare come una pagina bianca pronta a essere scritta con gesti radicali e scelte definitive.
Ecco cos’accadde dopo: siccome li avevo persi e non potevo sopportare il pensiero della loro perdita, li scacciai dai miei ricordi, esiliandoli in un paese buio e sporco in cui non avevamo mai vissuto insieme.
Ma il tempo, come sempre, presenta il conto. L’età adulta irrompe con la sua realtà fatta di limiti, rinunce e occasioni mancate. L’arte non scompare, ma cambia forma, e con essa cambiano gli amori: alcuni si trasformano, altri si spezzano irrimediabilmente. In questo passaggio si annida uno dei nuclei più dolorosi del romanzo: la perdita di chi abbiamo amato, non solo per morte o distanza, ma per trasformazione, per divergenza di strade.
Troppo amore è un libro che parla di ciò che resta quando l’illusione si consuma: ricordi, rimpianti, e quella nostalgia ostinata per ciò che siamo stati quando credevamo che tutto fosse ancora possibile.
Un romanzo concentrato e decisamente intenso, che fa male proprio perché dice la verità.

autrice: Almudena Grandes
titolo: Troppo amore
traduzione: Maria Valeria D’Avino
editore: Guanda
pagg. 176
€ 10

