La libreria dei delitti di Jennifer Gladwell

La copertina de La libreria dei delitti di Jennifer Gladwell riproduce la facciata di un palazzo con decine di finestre, alcune da cui filtra una luce accesa

La libreria dei delitti di Jennifer Gladwell, pseudonimo dell’autrice londinese Genevieve Herr, è un cozy crime che mescola omicidi, libri, atmosfere retrò e un pizzico di esotico mistero, portandoci nella Londra degli Anni Venti, tra vicoli nebbiosi e salotti borghesi pieni di segreti.

La libreria dei delitti

L’ambientazione è senza dubbio ciò che colpisce fin dalle prime pagine. La Londra del primo dopoguerra, ancora sospesa tra tradizione e cambiamento, è lo sfondo ideale di questa una vicenda che parla anche di emancipazione femminile e di scelte controcorrente. La capitale inglese è una città viva, elegante e inquieta, che accompagna il lettore passo dopo passo all’interno dell’indagine.

Al centro della storia troviamo Lucy Darkwether, una protagonista con cui è facile simpatizzare fin dalle prime pagine; una giovane donna indipendente e determinata, che ha avuto il coraggio di laurearsi in Storia antica a Oxford, di rifiutare un matrimonio combinato e di aprire una piccola libreria tutta sua. Ma non è solo una ribelle “per principio”, Lucy è anche intelligente, curiosa e sorprendentemente audace quando si trova coinvolta – suo malgrado – in una serie di delitti.

Al British Museum, Lucy in compagnia del suo mentore, il professor Tollesbury, assiste alla conferenza del professor Lyle, archeologo celebrato dal mondo accademico e non solo per essere riuscito a portare alla luce un’antica tomba egizia e aver recuperato una mummia, che sarà esposta per qualche giorno nella libreria rivale di quella della nostra eroina.
La conferenza viene interrotta bruscamente dal professor Curry, che accusa Lyle di essere disonesto e di avergli rubato anni di lavoro, e qui iniziano i guai.

«Non avrebbero mai dovuto aprire quella tomba», disse Tollesbury. Lucy si lasciò sfuggire una risata. «Professore, non mi dica che anche lei pensa che sia il frutto di una maledizione! Mi sembra di sentire mia madre».

Il percorso investigativo di Lucy si intreccia con quello del classico ispettore di Scotland Yard, il bel tenebroso Hayes, inizialmente diffidente e intrappolato nei pregiudizi dell’epoca. Lucy, ai suoi occhi, non è altro che una ragazza frivola che dovrebbe occuparsi d’altro. Sarà proprio l’evoluzione del loro rapporto, fatta di scontri, scetticismo e graduale stima reciproca, a rendere la dinamica tra i due uno degli elementi più riusciti del romanzo.

L’ispettore si fermò e si voltò. «Ah, la maledizione. Mi lasci indovinare,» disse, «un antico re egizio vendicativo sta prendendo di mira i membri della spedizione, e ce lo fa cortesemente sapere in anticipo attraverso lettere dattiloscritte. Mi dica, signorina Darkwether, gli antichi egizi erano tipi molto vendicativi? E quando viaggiano sono soliti portarsi appresso delle macchine per scrivere?»

A rendere il tutto ancora più affascinante c’è il tema della maledizione che arriva dall’antico Egitto, un espediente narrativo che aggiunge un tocco di mistero e suggestione alla trama. Tra reperti archeologici, leggende antiche e morti sospette, il confine tra superstizione e realtà si fa sempre più sottile, mantenendo alta la curiosità del lettore.

Il finale, poi, non delude: i colpi di scena sono numerosi, capaci di ribaltare più volte le certezze costruite lungo la narrazione.

Nonostante questo, La libreria dei delitti non è un romanzo privo di difetti. La scrittura è piuttosto semplice tanto da risultare, in alcuni momenti, un po’ piatta per quello che dovrebbe essere un giallo classico che mira a ricalcare le opere di Agatha Christie. Questa scelta stilistica rende la lettura scorrevole e adatta al genere cozy, ma allo stesso tempo non valorizza fino in fondo i personaggi secondari, che avrebbero meritato una caratterizzazione più profonda.

Il romanzo di Jennifer Gladwell è quindiuna lettura leggera e accattivante, ideale per chi ama i gialli “confortevoli”, le ambientazioni storiche e le protagoniste femminili fuori dagli schemi. Un cozy crime che sa intrattenere e creare atmosfera, regalando qualche ora di piacevole evasione tra libri, misteri e antiche maledizioni.

un libro per chi: ha sempre creduto nella maledizione di Tutankhamon

autrice: Jennifer Gladwell
titolo: La libreria dei delitti
traduzione: Giulio Lupieri
editore: Newton Compton Editori
pagg. 288
12.90

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne, ascolta musica jazz e vive un'intensa storia d'amore con il suo beagle Franco.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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