Il caos, la bomba, il caos di Daniele Stroppolo

Prende spunto da un fatto di cronaca avvenuto negli anni di piombo il romanzo d’esordio di Daniele Stroppolo, pubblicato da Bottega Errante Editore.
Una narrazione più che coinvolgente, che mi ha subito convinta a scegliere Il caos, la bomba, il caos come prossimo protagonista del gruppo di lettura Absolute Beginners, nell’incontro che si terrà il 17 aprile alle 19.30 alla Scatola Lilla di Milano.

Il caos, la bomba, il caos

Il romanzo è ispirato al rapimento Gancia, fattaccio realmente avvenuto nel 1975 per mano delle Brigate Rosse.
Vittorio Vallarino Gancia, erede della dinastia nota per l’attività vitivinicola, fu rapito da un commando capitanato da Margherita Cagol, moglie di Renato Curcio.
L’obiettivo era ovviamente quello di ottenere un corposo riscatto per finanziare la lotta armata, che in quegli anni era aspra e impietosa, fomentata dall’esasperazione di ideali vicini al comunismo e al proletariato.
Il sequestro si concluse violentemente, con l’arrivo dei Carabinieri nella cascina vicino ad Acqui Terme, dove era tenuto nascosto Gancia, e un efferato scontro a fuoco che causò la morte della Cagol e dell’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso.
L’ostaggio ne uscì incolume, mentre altri due carabinieri rimasero gravemente feriti.

A narrare i fatti è la voce di un uomo – un accademico imborghesito, una volta sposato e padre, oggi solo – che racconta cosa accadde oltre quarant’anni prima.
Quell’uomo, infatti, era al fianco di Margherita nel commando che organizzò e attuò il rapimento.
L’uomo che lanciò la bomba che fu causa di morte e distruzione.

Ai tempi era solo un ragazzo, mosso da ideali politici e quindi reclutato clandestinamente nella lotta armata.
L’attrazione per Margherita, poi, aveva alimentato l’entusiasmo per la rivoluzione, seppur fatta di auto incendiate, di sequestri, di bombe e pistole.

Scendevamo i gradini fianco a fianco. Era mezzogiorno e nella calura qualche moscone si aggirava incurante. Fuori i grilli stridevano attorno ai nuovi arrivati. Per un momento ho sentito inverosimili appetiti irrompere oltre le barriere razionali. Quella comune tensione, io Margherita soli contro tutto il mondo… Ora che l’avevo lì a portata l’avrei presa per il fianco e le avrei dato un bacio sul collo. Ma nuovamente il suo sguardo lucido e severo mi ha ricondotto alla gravità che ci opprimeva. Finalmente ho trovato la concentrazione per fare quel che andava fatto. E poi, anche senza i carabinieri alla porta, avrei ottenuto sono uno sganassone quella donna sobria, integerrima e oltretutto cattolica.

L’acrimonia dell’uomo che fu brigatista si nutre dell’attualità. Il suo è un testamento morale, una disamina lucida dei fatti che hanno reso il potere un mostro capace di soggiogare il popolo e renderlo inerme. Un attacco al post-fascismo che impera nella società, pur rimanendo sempre invisibile ai più.

Sto elencando, sì, sto facendo una lista, un resoconto storico di fatti successivi l’uno all’altro. Lo so che ci si stanca presto: tutto si annulla, si fonde indistintamente, diviene statistica e le tragedie s’inghiottono a vicenda. Diventa pesante? Coraggio, via il libro e fatevi un giro, per quel che mi importa. Buttatelo in terra, magari un curioso più di voi lo raccoglierà e avrà la pazienza di piangere i morti, anche se sono tanti, uno dietro l’altro.

La cronaca del passato scivola verso un tempo più recente, quello del padre alle prese con il figlio e il suo primo amore.
L’amore per una ragazza misteriosa, il cui arrivo diventerà l’estrema punizione inflitta dal destino all’uomo capace di lanciare bombe.

Al termine del coinvolgente racconto dell’ex brigatista – pur se i fatti hanno dimostrato l’inefficacia di quell’aberrante modus operandi, pur se la ragione impone di non lasciarsi traviare, pur se è innegabile che la violenza, le armi e le morti non debbano mai essere giustificate – chi non teme di lasciare libera la propria coscienza non potrà rimanere esente dall’infinitesimale dubbio che oggi, tempi così distanti da quella brutale lotta, si sia arrivati alla riforma dell’articolo 18 e al jobs act, alla sempre maggiore perdita di diritti dei lavoratori e alla pauperizzazione del potere sindacale, per la mancanza di una convinta e impetuosa opposizione.

A quarant’anni dai nostri tentativi, mi sembra che la parte debole si sia indebolita e la parte forte rafforzata.

Il romanzo di Stroppolo, con una prosa persuasiva e avvincente, semina riflessioni attuali e profonde, che lasciano l’amaro in bocca.
Da leggere senza pregiudizio.

Il caos, la bomba, il caos di Daniele Stroppolo

un libro per chi: guarda in faccia la realtà dei fatti senza timore di esserne sopraffatto

autore: Daniele Stroppolo
titolo: Il caos, la bomba, il caos
editore: Bottega Errante
pagg. 152
€ 14

Absolute Beginners

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