Il cerchio di Dave Eggers

Per buona parte della mia vita sono stata un’appassionata paladina della verità e della trasparenza.
Se non hai niente da nascondere, non nascondere niente era uno dei miei motti.
Mi mostravo senza alcun pudore, convinta che il mondo potesse capire che essere così presente, eccessiva, schietta, vera fosse il solo modo per non avere paura di niente.
Con il passare del tempo, però, ho imparato che non potevo imporre questo mio modo di essere a chi si trovava messo in piazza solo perchè facente parte della mia vita. La privacy è un bene prezioso, non si può sottrarre senza arrecare conseguenze, spesso spiacevoli.
E devo ammettere che questo mio cambio di rotta non è avvenuto solo per rispettare gli amici, gli amori, i parenti, ma è arrivato anche e soprattutto per proteggere me stessa dalla curiosità degli altri, dall’invadenza di chi pensa di potersi prendere tutto il braccio afferrando un dito. Proteggere la mia realtà da questa società che attacca sempre, che difficilmente ascolta, che troppo spesso giudica.

Il cerchio

Questa lunga premessa personale per farvi capire con che spirito ho affrontato la lettura de Il Cerchio, romanzo opprimente di Dave Eggers, che oggi è diventato un film con Emma Watson e Tom Hanks.

Cos’è il Cerchio che dà il titolo al libro, uscito nel 2014 in Italia, degno erede di 1984 di George Orwell?
Facebook. O forse Google. Qualcuno dice Apple.
Eggers ha più volte ribadito di averlo scritto basandosi solo sulla propria fantasia, ma è difficile non cercare tra le pagine tracce di Zuckerberg, Page o Jobs, con i loro sogni di connessione e unificazione dei popoli attraverso la rete e la tecnologia.

La giovane Mae viene assunta al Cerchio, grazie alla buona parola dell’amica Annie, ragazza in carriera che ha già sfondato all’interno della società/comunità con sede a San Francisco. Mae ha un ex fidanzato polemico e allergico ai social media, Mercer, ha dei genitori sempliciotti e in difficoltà (il padre è malato di sclerosi multipla, la madre lo accudisce amorevolmente), talmente orgogliosi di lei da metterla spesso in imbarazzo.
Mae ama perdersi nell’oceano pagaiando a bordo di un kayak, un hobby che è come un’isola solitaria, pacifica, rigogliosa, in cui dimenticare le brutture del mondo e ricaricare le batterie.
È una brava ragazza, una giovane poco più che ventenne, ambiziosa e speranzosa di farsi strada in quel mondo creativo, fucina di scienze, tecnologie e ricerca avveniristica, capitanato da tre grandi saggi – Eamon il carismatico sognatore, Stenton lo squalo capitalista e Ty il misterioso alternativo – che governano un hub in cui la maniacale raccolta di dati è il punto di partenza per arrivare al controllo totalitario dell’intero pianeta.

Sarà a causa del proprio hobby che a Mae sarà fatta una proposta indecente da Eamon, che cambierà per sempre la sua vita e quella di chi le sta accanto. Mae dovrà indossare una telecamera del circuito SeeChange e dovrà vivere 24 ore su 24 nella totale trasparenza, condividendo la sua intera vita con milioni di followers in tutto il pianeta.
La privacy è egoismo, la privacy è un reato.
Da qui in poi, sarà un crescendo d’inquietante follia, da cui sarà impossibile discostarsi.

Inquietante è l’aggettivo giusto per descrivere la trama di questo romanzo distopico che toglie il fiato. I monologhi di Eamon sono lavaggi del cervello, le ossessioni di Stenton si trasformano per il lettore in ipnotici e crudeli esami di coscienza.
Si arriva alla fine e si ha voglia di disconnettersi da tutti i social, di spegnere il cellulare e di rifugiarsi in una baita sul cucuzzolo di una montagna.

Il cerchio di Dave Eggers

un libro per chi: pubblica sui social qualsiasi cosa, anche quante volte è andato in bagno

autore: Dave Eggers
titolo: Il cerchio
traduzione: Vincenzo Mantovani
editore: Mondadori
pagg. 396
€ 14,50

Il film

Il cerchio di Dave Eggers

L’ho visto in anteprima e da oggi, 27 aprile, potete trovarlo al cinema.
Ma siete sicuri di volerlo vedere senza aver letto prima il libro?
No, non volete farlo, perchè sapete che poi non avreste voglia di fare il contrario, ovvero passare dal film al libro.

Il libro lo avete letto?
Allora non so se consigliarvi di vedere il film, in cui la nostra amata Emma Watson interpreta una Mae che non è la stessa del romanzo. Una Mae innocente, priva di quel lato torbido che invece spicca tra le pagine scritte da Eggers, una Mae che appare travolta e sopraffatta dagli eventi, mentre noi lettori sappiamo bene che è stata la sua ambizione a portarla fino al punto di non ritorno.

Un film superficiale, che sorvola su buona parte delle idee del libro, prendendo quelle più semplici da trasporre in due ore sul grande schermo e cambiando completamente il ruolo di certi personaggi, nonché stravolgendo il finale.
Un finale che nel libro non mi ha fatta dormire per una notte intera ma che nel film è così blando da riportare alla mente il caro protagonista di The Truman Show.

Insomma, che abbiate letto o meno il libro, The Circle andrebbe visto solo per ascoltare i monologhi di Eamon Bailey interpretati da Tom Hanks e per visualizzare la scrivania di Mae, sepolta dai numerosi monitor che spuntano come funghi.
Tutto il resto è un inutile susseguirsi di immagini banali, dai risvolti semplicistici che perdono di vista l’intento disturbante del romanzo.

Ancora una volta, nell’antica diatriba “meglio il libro o il film?” il primo vince facile.
Quindi, se avete un paio d’ore da investire su voi stessi, lasciate perdere il cinema e andate in libreria.

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