Il giorno della nutria di Andrea Zandomeneghi

Ero forse rimasta l’ultima a non aver letto il celebrato romanzo d’esordio di Andrea Zandomeneghi, Il giorno della nutria, pubblicato da Tunué.
Per fare giustamente ammenda per questa (grave) mancanza, ho scelto di renderlo protagonista del gruppo di lettura Absolute Beginners, nell’incontro che mercoledì 23 ottobre, alle ore 19.45, si terrà alla Scatola Lilla di Milano.

Il giorno della nutria

Soffro di cefalea tensiva cronica quotidiana da undici anni. Mi sono documentato. Ho studiato. Io la vivo e la conosco.

A parlare è Davide Aloisi, cervellotico bohemien nullafacente che vive nella ridente e marittima provincia toscana con la madre, malata di Alzheimer, e il giovane nipote orfano Giulio, energico seduttore dalle invidiabili doti amatorie.
Dopo una notte di bagordi in canonica, tra litri di alcool e una sfiancante partita a Risiko, il malato cronico si ritrova a dover risolvere un assurdo e grottesco mistero: chi gli avrà lasciato sull’uscio di casa il cadavere scuoiato e congelato di una nutria?

Lì, sul pianerottolo: un obbrobrio osceno. Sanguinolento. Carne viva che sudava liquami plasmatici. Che colavano vischiosi e ributtanti sui gradini inferiori. E non capii. Che era? Non provai nemmeno a capire, in vero. Perché era lì? Mi sentivo come se il velo della realtà si fosse squarciato. Cosa era quel mostruoso ammasso organico informe di nervi e muscoli e umori? E lo ripeto e lo confermo: il turbamento fu così dirompente, probabilmente, anche per via delle mie condizioni psicofisiche di quella mattina. Io provavo l’impatto derealizzante della visione di un assurdo. Un feto alieno? Vivevo questo senso estraniante e allucinatorio, come se una falla si fosse aperta nel tessuto coerente del mondo fenomenico.

Potrebbe essere stato il bell’amico Emanuele, l’utopico intellettuale che il bisessuale Davide corteggia senza speranza, oppure don Stefano, altro compagno di bisboccia, ossessionato grafomane capace di produrre onanistiche e iperboliche lettere infarcite di critiche e indirizzate a scrittori e intellettuali di ogni nazionalità.

E se invece fosse stato Esteban, figlio della colta, saccente e scorbutica badante rumena Dorota e sciamano per diletto?

Chiusi gli occhi e cercai di concentrarmi sul respiro. La nutria proveniva da una mia colpa. Sentivo, lo sentivo visceralmente, che proveniva da una mia colpa. Che in qualche modo era anche l’avatara di questa mia colpa. Ma di quale colpa si trattava? Da quale colpa che avevo perpetrato scaturiva la nutria?

Con un linguaggio febbrile e pulsante, ricercato ma mai pomposo, Andrea Zandomeneghi racconta la vorticosa indagine di Davide e rivela, ancor prima del nome del colpevole, i tratti peggiori di una mente perlopiù oscura, illuminata da psichedelici sprazzi di brillante intelletto.

Un flusso di coscienza che diventa delirio, una prosa fagocitante che toglie il respiro arricchendo la mente, Il giorno della nutria è un gioiello di scrittura che, per quanto bizzarro e sconcertante, rientra tra quelle letture imprescindibili da fare se si vuole restare nella scia della migliore narrativa italiana contemporanea.

Il giorno della nutria di Andrea Zandomenighi

un libro per chi: vuole alzare l’asticella delle proprie letture

autore: Andrea Zandomenighi
titolo: Il giorno della nutria
editore: Tunué
pagg. 146
€ 16

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