I libri belli non scadono mai, per questo Il weekend di Charlotte Wood, pubblicato da NN Editore, è un romanzo a cui oggi si pensa ancora con affetto e tenerezza, a ormai un anno di distanza dalla sua uscita in libreria.

Il weekend

Amiche da una vita, le settantenni Jude, Adele e Wendy si ritrovano a Natale sulla costa australiana per sgomberare la villetta di Sylvie, l’amica più cara morta da poco dopo una malattia.

La morte di Sylvie, che tutte consideravano la migliore tra loro, rimette in discussione il legame che le unisce da sempre, come se la simettria venisse a mancare, rendendo precario tutto ciò che il tempo aveva costruito e saldato.

In altri gruppi di amiche, una perdita del genere poteva legittimare un graduale allontanamento. Dopo i primi traumi, i lutti prematuri dei quaranta e dei cinquant’anni – gli incidenti e i suicidi e le malattie rare, quei lutti che lasciavano bambini piccoli e facevano tremare la terra sotto i palazzi -,verso i settant’anni iniziava per tutti il processo di disfacimento e si andava avanti con la tacita consapevolezza che la morte più recente – la notizia di un ennesimo infarto, una scomparsa improvvisa, un tumore o una diagnosi di Alzheimer – non sarebbe stata l’ultima.

La frivola e ancora splendida Adele, per esempio, sta passando l’ennesimo brutto momento nella sua lunga carriera da attrice. Da troppo tempo non calca le scene e la compagna Liz, a cui si appoggiava anche economicamente, l’ha sbattuta fuori di casa, rigettandola in quella vita precaria che a trent’anni trovava avventurosa e affascinante ma che a settanta può voler dire solo povertà e restrizioni.

Era sempre stato un’outsider – tutti gli artisti lo erano. Il suo atto imperdonabile era stato scegliere di continuare a recitare mentre gli altri si cercavano un vero lavoro.

Wendy, invece, viaggia accompagnata da Finn, il cane decrepito che proprio Sylvie le aveva regalato diciassette anni prima, come stimolo a vivere dopo la morte del marito Lance, compagno non solo di vita ma anche d’intelletto. La letterata Wendy, infatti, scrittrice acclamata, letta e richiesta in tutto il mondo, a Lance era sì legata da un amore profondo ma soprattutto da un’affinità elettiva che l’allontanava però dai figli Claire e Jaime, oggi molto distanti da lei.

A Wendy torna in mente una cosa strana: un giorno di molti anni prima, avrà avuto cinquant’anni, facendo la pipì aveva pensato: Ho lo stesso odore di mia nonna. Era stato un trauma: che ci fosse quell’odore, che l’avesse riconosciuto, che venisse dal suo corpo e che avesse a che fare con la vecchiaia.

Infine c’è Jude, l’algida, impassibile, regale e temuta Jude, che nella vita non s’è mai lasciata andare, che non ha amiche ma suddite, che da quarant’anni sta con lo stesso uomo, Daniel, sposato però con un’altra donna, capostipite di un’altra famiglia, filantropo benestante che all’amante non ha mai fatto mancare nulla di materiale e, a quanto pare, immateriale.
È lei a coordinare quel weekend natalizio di sgomberi e pulizie, un fine settimana rigidamente votato all’efficienza e ai tempi stretti, senza spazio per ricordi e sentimentalismi.

Ma come si erano ritrovate insieme? Wendy aveva conosciuto Sylvie a Oxford, e ristorante di Jude era a due passi dal teatro… Adele non ricordava altro – forse lei aveva incontrato Sylvie a una delle famose feste di Jude – ma erano state attratte dalle rispettive orbite, era nato l’amore e non si erano più lasciate.

Come spesso accade nei rapporti di lunga data, gli attriti e le diversità tra le tre donne sono ormai causa di piccoli quotidiani scontri, di prevaricazioni da parte della dura Jude sulla più fragile Wendy, di beffe dell’insolente Adele a discapito delle altre.
E come sempre succede tra chi si conosce da sempre, i bisticci, i malumori, le accuse reciproche, gravitano permanentemente senza mai prendere quota, esplodendo ogni volta in bolle di sapone, perché si sa che l’amicizia è fatta anche di questo, di sfoghi e sopportazioni, di rabbia fugace e di perenne indulgenza.

A quell’età il corpo non aveva più segreti, ma a volte era ancora possibile scoprire qualcosa aprendo un cassetto o un armadietto dei medicinali. Oppure dando una sbirciatina in un beauty-case. Si acquisivano nuove informazioni, ad esempio chi prendeva il Valium, chi soffriva di stitichezza… cose piccole, umane. Dopo era più facile essere gentili con le persone.

Il difficile e infinito weekend di Jude, Adele e Wendy culminerà con una notizia e lo svelamento di un segreto, capaci di fare tabula rasa: le vedremo di nuovo unite, mano nella mano e pronte a sfidare le onde della vita, oppure si allontaneranno per sempre?

Charlotte Wood qui racconta impietosa la vecchiaia e l’assenza, la morte e il dolore, la fatica di vedersi cambiate e lo stupore di sapere che non è ancora finita.
Il weekend è un romanzo che può far male, perché nulla nasconde del decadimento del corpo e dell’ottundimento della mente, mentre allo stesso tempo illumina e segna la via, ricordandoci che quel periodo della vita prima o poi tocca a tuttə e che è nelle nostre amicizie e nei nostri affetti più veri che troveremo il bastone per rimetterci e restare in piedi.

Il weekend di Charlotte Wood

un libro per chi: sta invecchiando

autore: Charlotte Wood
titolo: Il weekend
traduzione: Chiara Baffa
editore: NN Editore
pagg. 232
€ 18

Categorie: Leggiamo

Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

1 commento

Gresi · 9 Agosto 2021 alle 19:57

Non lo conoscevo ma sembra una bella lettura 🤗

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