Articolo a cura di Paola Migliorino.

Dopo il clamoroso successo ottenuto negli Stati Uniti, Feltrinelli pubblica per i lettori italiani Chiaroscuro, il primo romanzo della trentenne autrice afroamericana Raven Leilani.

Chiaroscuro

Da molti paragonato a Ragazza, donna, altro di Bernardine Evaristo per l’affinità delle tematiche affrontate (la sessualità, l’essere donna, l’essere nera), considerato uno dei migliori libri dell’anno da Barack Obama, Chiaroscuro racconta un piccolo pezzo della vita di Edith, ventitreenne afroamericana, che condivide un miserissimo appartamento di Brooklyn con un’altra giovane donna e si mantiene come può con un lavoro di minima responsabilità in una casa editrice.

Edith apparentemente non è capace di intrattenere relazioni che non siano in qualche modo contaminate da una sessualità esuberante, e quasi tutti i suoi contatti umani, anche all’interno dell’ambiente lavorativo, sfociano in tristi e frettolosi accoppiamenti con uomini spesso mediocri.

E poi c’è anche la questione del calore corporeo. Quei momenti indicibili quando ti trovi vicino a un uomo, quel non so che di dolce e animalesco sotto l’acqua di colonia, quegli occhi che a volte sembrano tutti iride. La follia profonda e surrenale, i freni inibitori che si allentano.

In realtà Edith usa il sesso come strumento per sentirsi viva, per sentirsi desiderata, per sentirsi e basta.

In apparente contrasto con la sua personalità pragmatica e spiccia, dotata di un notevole spirito di adattamento che le consente di sopravvivere senza lamentarsi della condizione di precarietà che l’accompagna sin dall’infanzia, Edith coltiva una sensibilità artistica che la rende particolarmente incline a cogliere i dettagli della natura altrui.

È che ci sono ore grigie, ore anonime come queste. Ore in cui mi assalgono la disperazione e la fame, ore in cui capisco come fa una stella a diventare un buco nero.

Conosciamo questa esuberante protagonista all’inizio di una relazione online con Eric, classico quarantenne bianco in crisi di mezza età, con il quale svilupperà un rapporto strano e talvolta persino violento.

Lo stupore della ragazza per l’interesse dimostrato dall’uomo nei suoi confronti la spingerà presto a fare sogni banali, a esprimere desideri elementari, incredula che qualcuno possa provare un interesse che vada oltre la sua pelle lucida e la sua carne soda.

Davanti a questa gioia allo stato puro, se potessi mi aprirei la pelle per mostrargli cos’ho dentro, cosa ribolle nelle mie viscere, nel mio stomaco.

La totale disponibilità di Edith a subire qualunque cosa sarà la chiave di questo strano ménage, in cui presto si inseriranno anche Rebecca, la moglie bianca di Eric, e Akila, la figlia adottiva e soprattutto nera della coppia.
Sarà proprio Akila il pretesto che porterà Edith a vivere con la famiglia dell’amante, in un goffo ma non infruttuoso tentativo di agevolare l’inserimento di un’adolescente di colore in una comunità borghese e molto bianca del New Jersey.

Al termine di questo strano percorso Edith acquisirà una nuova consapevolezza delle proprie capacità e dei propri diritti. E sarà pronta per iniziare finalmente a rispettarsi.
Il tutto sullo sfondo di una New York soffocante e indifferente.

…la città si alza intorno a me in una nuvola di polvere, fuliggine industriale, miasmi acidi di zucca fradicia, ostinata nella propria enormità, quasi fossimo in una fiction fallica postmoderna, eppure bellissima malgrado conosca molto bene la propria natura, anche se gli ultimi, crudeli giorni di luglio lasciano ampie zone della città vuote e appassite.

Con uno stile narrativo irriverente e potente, decisamente raffinato, il romanzo avanza condito da digressioni verso la discomusic, insospettabili esaltazioni della Giuditta di Artemisia Gentileschi o analisi minuziose e autoptiche dell’anatomia umana.

Il tema della discriminazione razziale permea tutto il racconto, senza mai essere molesto o ossessivo: semplicemente è dato per scontato che l’essere neri oggi comporti un bel po’ di sofferenze in più.
Essere neri porta con sé, come corollario, la rassegnazione a dover essere poveri o comunque a dover faticare il doppio per conquistarsi un posto mediocre nella società.
E questo sottofondo insistente, ma mai prevaricante è forse molto più efficace di tante rivendicazioni urlate.

Chiaroscuro di Raven Leilani

un libro per chi: chi vuole fare un passo in più verso la cultura nera

autrice: Raven Leilani
titolo: Chiaroscuro
traduzione: Stella Sacchini e Ilaria Piperno
editore: Feltrinelli
pagg. 240
€ 17

Categorie: Leggiamo

Paola Migliorino

Mamma di tre adolescenti e un cane, lavoratrice a tempo pieno e moglie stressata. Anche se si reputa giovane, Paola è una lettrice vecchia maniera: ama la carta, l’odore di un libro nuovo, le copertine coinvolgenti e le prefazioni. Siciliana di stanza a Milano, grazie ai libri viaggia nello spazio e nel tempo, senza limiti o barriere. Spesso, infatti, un libro la porta verso un altro, in una sequenza di passi del tutto casuale.

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