L’orrore è sempre accanto a noi.
A volte – come suggerisce sapientemente la scrittrice messicana Amparo Dávila nella raccolta di racconti L’ospite, pubblicata da Safarà con la magistrale traduzione di Giulia Zavagna – l’orrore è dentro di noi, nascosto e silente in attesa di qualcosa che lo faccia esplodere furibondo e implacabile.

L’ospite e altri racconti

Seppure vengano classificati come “racconti dell’orrore”, questi scritti di Davila sono, agli occhi di un lettore attento e consapevole, un coacervo di emozioni spiazzanti, sì terrificanti ma anche e soprattutto ancestrali, presenti in ciascuno di noi.

Perché nei racconti di questa scrittrice di culto messicana, scomparsa nell’aprile di quest’anno nefasto, appare con limpida chiarezza la presenza dell’ignoto che ci portiamo dentro, che fingiamo di non possedere e che temiamo più dell’orrore che sappiamo essere presente in questo mondo e in tutti quelli immaginabili.

Certezza che si conferma partendo da Frammenti di un diario, prime pagine della raccolta, in cui un anonimo narratore racconta la propria discesa verso il dolore che, a suo modo, lo tiene in vita.

Sotto la luce giallastra della lampadina, devo essergli sembrato trasparente e come diluito. Il quotidiano esercizio del dolore dà a chi lo pratica lo sguardo di un cane abbandonato, il colorito di un fantasma.

È la quotidianità a far emergere l’orrore, trasfigurando una giornata come le altre e trasformandola in un incubo a cui non si può sfuggire.
Ed è la casa, spesso, a essere terreno fertile per quell’incubo, dove le porte diventano barricate che servono a proteggersi dal male, anche se a volte non basta chiuderle a doppia mandata per lasciare che esso rimanga davvero distante dalla mente.

È così che le vittime diventano carnefici e che gli innocenti si trasformano in colpevoli, come accade in Musica concreta, dove il vecchio amico di una donna tradita e ormai instabile, si trasforma in giustiziere senza pietà.

Lei. Mi perseguita ogni sera, senza tregua, per ore e ore, a volte tutta la notte, so che è lei, ricordo i suoi occhi, li riconosco, sporgenti, inespressivi, so che vuole farla finita con me e distruggermi del tutto, non dormo più, da tempo non oso dormire di notte, significherebbe restare in balia di lei, passo le ore sveglia, ad ascoltare tutti i rumori del giardino, tra i tanti riconosco il suo, so quando arriva, quando si avvicina alla mia finestra, quando spia tutti i miei movimenti; la minima disattenzione e sarei perduta, chiudo le finestre, controllo le porte, le controllo di nuovo, non permetto a nessuno di aprirle, perché chiunque potrebbe entrare e arrivare a me. Sono notti interminabili, la sento così vicina, una tortura che mi consuma poco a poco fino al giorno in cui la mia resistenza sarà esaurita e mi distruggerà…

Il linguaggio è ipnotico, cadenzato, pungolante, come una goccia d’acqua che ogni notte cade all’infinito nel lavabo, facendoci diventare folli.
L’angoscia così, pagina dopo pagina, si accresce, fino a diventare una normalità simile a quella della famiglia di Óscar, costretta a vivere con un mostro in cantina, fino all’epilogo apparentemente liberatorio.

In quella casa nessuno aveva mai dormito tranquillo e sereno, il loro sonno era leggero, sempre attento al minimo rumore. Eppure nessuno si lamentava mai e, rassegnati all’inevitabile, accettavano il proprio destino crudele e lo pativano in silenzio.

Amparo Dávila nei suoi racconti non risparmia nulla di ciò che crediamo reale perché lo vediamo con i nostri occhi, e non dà tregua nemmeno a quella dimensione impalpabile che crediamo essere irreale, fino a quando non piomba nelle nostre vite semplici e lineari.
Tanti sono i temi, spesso indicibili, che la scrittrice messicana affronta in queste pagine che scorrono in fretta, lasciando graffi profondi: dalla condizione femminile alla malattia mentale, dalla violenza domestica alla paura di invecchiare.

Se cercate un libro che vi mostri tutto l’orrore umano, L’ospite e altri racconti è quello giusto, quello che non si dimentica.
Da leggere con cautela, per non ritrovarsene protagonisti.

L'ospite di Amparo Dávila

un libro per chi: per chi sa che i mostri sono a un passo da noi

autore: Amparo Dávila
titolo: L’ospite e altri racconti
traduzione: Giulia Zavagna
editore: Safarà
pagg. 137
€ 16.50

Categorie: Leggiamo

Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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