A pelle scoperta di Francesca Piovesan

A pelle scoperta di Francesca Piovesan

Quanti pregiudizi sui racconti!Io per prima li ho sempre snobbati, pensando che la brevità della storia non mi avrebbe consentito di entrare in sintonia con i personaggi e le loro vicende.Sbagliavo, perché la bravura di un autore di racconti sta proprio nel riuscire a coinvolgere il lettore con poche pagine scritte.Un talento che appartiene a Francesca Piovesan, autrice della raccolta A pelle scoperta, pubblicata da Arkadia e protagonista dell’incontro del 18 dicembre del gruppo di lettura Absolute Beginners. A pelle scoperta Ha occhi grandi Francesca Piovesan, occhi attenti a scrutare il mondo e coglierne le minuzie più significative.È questo particolare dono a emergere nei quindici racconti che compongono il suo primo libro.La capacità di usare uno stile minimalista per raccontare l’inaspettata profondità di certi attimi vitali. Storie di quotidianità apparentemente banali, raccontate con una sensibilità tale da trasformarle in monito, incoraggiamento, dogma.È questo il primo effetto di una narrazione vera, sincera, essenziale, mai autoreferenziale. Lei e Armando non si sopportavano più nella maniera più semplice da capire e da spiegare agli amici e ai genitori di entrambi che chiedevano preoccupati cosa stesse accadendo. Lei trovava lui insopportabile, lui trovava lei insopportabile. Nessun tradimento, nessun innamoramento, nessun gesto dettato da rabbia, litigavano …

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Il silenzio dei satelliti di Clemens Mayer

Il silenzio dei satelliti di Clemens Meyer

Con il romanzo Eravamo dei grandissimi il tedesco Clemens Meyer era riuscito a farci vivere i sogni rivolti ai miraggi dell’ovest di quattro giovani dell’est alle prese con la caduta del muro e le sue conseguenze. Con la raccolta di racconti Il silenzio dei satelliti, lo scrittore contemporaneo che più di ogni altro ha saputo raccontare la transizione dei giovani verso l’apparente libertà dell’occidente scatta istantanee della vita quotidiana di chi, dopo la caduta, è rimasto fermo immobile, attaccato alle obsolete battaglie perse, e di chi, pur con fatica, ha accettato di rimettersi in gioco, raccogliendo i cocci – minuscoli e affilati – di ciò che è stato spezzato dal cambiamento. Il silenzio dei satelliti Non è sbagliato definire vinti i personaggi raccontati da Meyer nella Germania decadente di oggi, alle prese con crisi, povertà e immigrazione. Un crocevia di solitudini raccontate con sguardo onesto ed empatico, tanto realistico quanto poetico: c’è il guardiano di un palazzone, l’oggetto 95, che si lascia andare a un tenero e sincero interesse per una giovane ospite del campo profughi confinante; ci sono due donne che diventano amiche la sera in un bar, raccontandosi ciò che rimane di una vita fatta di lavoro e …

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C'era una volta un passero di Alejandra Costamagna

C’era una volta un passero di Alejandra Costamagna

Quando vedo libri di cinquecento, seicento, settecento pagine, storco sempre il naso. Il mio primo banalissimo pensiero è: cosa avrai mai da raccontarmi, caro autore, che non possa essere fatto con duecento o trecento pagine in meno? Allo stesso modo, pungolata da un pregiudizio della stessa specie, i libri molto brevi m’instillano il dubbio che qualcosa possa essere sfuggito e che la superficialità possa aver avuto la meglio. Non è quest’ultimo il caso di C’era una volta un passero, breve raccolta di racconti di Alejandra Costamagna, pubblicata nel 2016 dalla casa editrice italo-cilena Edicola Ediciones. C’era una volta un passero I  tre racconti brevi ambientati in Cile durante gli anni della dittatura di Augusto Pinochet, hanno un’intensità tale da restituire al lettore un intero mondo di umanità ed emozioni. Le storie raccontate hanno per protagoniste ragazze adolescenti e preadolescenti, costrette a fare i conti con il devastante ma silente cambiamento delle loro condizioni familiari, dovuto all’instaurazione della dittatura e alle conseguenti epurazioni che hanno toccato le famiglie di persone comuni. Una realtà immobile ma estremamente pericolosa, che condiziona le loro vite ma di cui, in fondo, non comprendono la vera essenza, escluse da qualsiasi informazione che dovrebbe giungere loro dagli …

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