Negli ultimi anni sono stati davvero tanti i libri che nella trama e nel titolo hanno fatto riferimento a librerie, biblioteche e molto altro legato al mondo dell’editoria, ma pochi hanno saputo e voluto raccontare la realtà, non sempre idilliaca, dell’essere librai e libraie in un mondo sempre più veloce e capitalistico.
La libraia tascabile, il memoir/manuale di Cristina Di Canio che esce oggi per Giunti Editore, ci riesce invece perfettamente, mantenendo l’equilibrio tra il sano pragmatismo di chi deve vivere del proprio lavoro e la narrazione favolistica tipica di chi ha scelto l’ambito culturale e dopo anni, nonostante tutto, ha ancora gli occhi a forma di cuore.

La libraia tascabile

La voce narrante è quella della stessa Cristina, la libraia della Scatola Lilla, la nota libreria milanese che sta per giungere alla fine del proprio percorso all’interno delle mura che l’hanno ospitata per quasi dodici anni.

Cristina racconta molto di sé, di come è arrivata ad aprire una libreria quando il mondo attorno a lei sorrideva beffandosi dei suoi sogni, di come la passione per la lettura e per i libri l’abbia colta in tenera età, risucchiandola in un mondo di storie di cui non avrebbe mai più potuto fare a meno.

Avrei scoperto più tardi che ogni libro è una fila di infiniti geroglifici che solo gli anni e la vita offrono gli strumenti per decifrare. Allora mi ero fermata ai più semplici, ai più colorati, ma mi erano bastati per scoprire come sotto le coperte, nella penombra della mia camera, poteva improvvisamente aprirsi una dimensione parallela e risucchiarmi.

Sono proprio le storie a fare da padrone anche in queste pagine: quelle dei lettori che si avvicendano nella piccola scatola dalle pareti lilla, che cercano conforto e risposte nei libri e nei consigli della libraia, che sperano di conquistare l’amore attraverso il dono di certi titoli, che sanno di poter contare su quel rifugio pieno di parole tra cui sicuramente troveranno quelle giuste per loro.

Ma non è proprio questo il senso dei libri? Incontrare il diverso, quelle parti di noi che covano nel profondo e che ancora non conosciamo? Vivere vite che non sono la nostra e trovare, nell’assolutamente altro, qualcosa di noi.

Se la parte prettamente più narrativa e sentimentale ripercorre alcuni dei momenti salienti della vita della libraia – gli incontri umani più appaganti, la nascita e l’evoluzione di eventi speciali, l’epilogo che la vede circondata da scatoloni non più da svuotare ma da riempire con i libri che la accompagneranno altrove -, i brevi capitoli dal tono più manualistico arrivano puntuali e veritieri tra un ricordo e l’altro, utili se non addirittura necessari a colmare i dubbi di chi ha sempre pensato che avere una libreria significhi solo “leggere per tutto il giorno”.

La strada da quel primo libro rubato e letto di nascosto, sotto le coperte, non è stata dritta. Ogni sogno deve scendere a patti con la realtà spiccia dei conti, con l’esigenza di mantenersi in vita. Per anni, prima di approdare in una libreria, ho fatto lavori che non avevano nulla a che spartire con le storie, piuttosto con le cifre, con i numeri. Lavori come tanti, in cui il tempo era denaro.

Nonostante non nasconda la fatica di arrivare a fine mese, di far quadrare i conti, di rincorrere corrieri e pacchi per rispondere alle continue richieste dei clienti, Cristina Di Canio non smette mai di mantenere vivi, in se stessa e in noi lettori e lettrici, l’entusiasmo per la vita, per le relazioni e per la lettura, ribadendo quanto possa essere grande e salvifico il potere delle parole, lette, ascoltate e scritte.

Utilissimo, infine, il Prontuario dei classici citati lungo tutto il memoir che, come l’omonimo podcast prodotto da Chora Media e disponibile in esclusiva su Spotify, contribuisce a rendere più pop e meno imbalsamati i grandi romanzi del passato, per troppo tempo imprigionati in una nomea non proprio invitante.

La libraia tascabile è davvero una bella storia di rara umanità, che fa venire voglia di uscire all’aperto ad abbracciare i lettori e le lettrici, membri di un immaginario club di sognatori affamati di vita.

La libraia tascabile di Cristina Di Canio

un libro per chi: in libreria si sente a casa

autrice: Cristina Di Canio
titolo: La libraia tascabile
editore: Giunti
pagg. 192
€ 16


Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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