Non è solo un fumetto il nuovo libro della svedese Liv Strömquist!
La rosa più rossa si schiude, appena pubblicato da Fandango, è un trattato filosofico e un saggio sociologico preciso e dettagliato, che cerca di rispondere a una domanda che io stessa, negli anni di maggior fulgore delle mie passioni amorose, mi sono posta spesso: perché innamorarsi è sempre più difficile e perché esserlo sinceramente e spudoratamente – senza inibizioni o attuando macchinosi stratagemmi – è sempre più considerato come uno status da perdenti?

La rosa più rossa si schiude

Il titolo del libro è tratto da una poesia di Hilda Doolittle, di cui scopriamo il fulmineo innamoramento (non corrisposto) per il giovane giornalista Lionel Durand, avvenuto mentre lei, a 74 anni, era ricoverata in un sanatorio.

L’esigenza di scrivere questo saggio, però, nasce da un fatto che è sotto gli occhi di tutti da molti anni: come mai il noto attore e attivista Leonardo Di Caprio, continua a frequentare una modella dietro l’altra, senza mai innamorarsi veramente di una di esse?

È questo il pretesto che l’irriverente e acuta Liv Strömquist usa per analizzare la difficoltà a innamorarsi e a lasciarsi andare all’amore passionale e totalizzante, fenomeno che appartiene ormai all’odierna società, sempre più imperniata sulla valorizzazione dell’individualismo e del self power.

La Strömquist, come in ogni suo libro, cita filosofi, sociologi e sciorina aneddoti storici ma anche semplici accadimenti di vita quotidiana, per rendere chiari i concetti che sono sotto i nostri occhi e che spesso non siamo in grado di vedere lucidamente e comprendere appieno.

Scopriamo così che dietro al testo di una canzone di Beyoncé c’è molto di più di un orecchiabile “mi hai tradita ma io sono figa, sono forte e troverò di meglio” e che l’emancipazione femminile – economica e sociale – ha sicuramente reso ancora più difficile per le donne innamorarsi e trovare un compagno con cui condividere la vita.

Siamo bloccate in un’idea culturale che dice che dobbiamo trovarci qualcuno che ha gli stessi soldi e la stessa istruzione, oppure qualcuno più ricco e più istruito, ma dato che siamo sempre più ricche e più istruite abbiamo sempre meno uomini tra cui scegliere.

Tutto questo mentre uomini avanti con gli anni si accompagnano a donne molto più giovani, senza ormai destare nell’opinione pubblica nemmeno un’alzata di sopracciglio.

Spaziando tra Kierkegaard, Nietzsche, Fromm, Lord Byron, Socrate, Shiva e Parvati, Liv Strömquist riesce a farci ammettere che per quanto sia sempre più difficile e rischioso (e, a volte, dolorosissimo) amare, nulla sia altrettanto bello e gratificante per gli esseri umani.

Essere innamorati è un po’ come essere del tutto impotenti, senza né braccia né gambe, come un pezzo di carne da kebab che gira e gira nel locale unto di un kebabbaro, INCAPACE DI FARE ALCUNCHÉ tranne BRUCIARE, inesorabile…

Dove andrebbe a finire il mondo se tutti, uomini e donne, mantenessero atteggiamenti distaccati di fronte all’innamoramento e all’amore?
La rosa più rossa si schiude è un’ottima lettura per riappropriarsi della consapevolezza che amare, lasciarsi andare e saper dire ti amo siano in realtà conferme dell’essere persone forti e impavide.

La rosa più rossa si schiude di Liv Strömquist

un libro per: chiunque si sia innamorato almeno una volta di un anaffettivo capace solo di dire “non provo niente”

autore: Liv Strömquist
titolo: La rosa più rossa si schiude
traduzione: Samanta K. Milton Knowles
editore: Fandango
pagg. 175
€ 19.50


Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *