Omicidio al Lido Kritzendorf di Beate Maly

Omicidio al Lido Kritzendorf di Beate Maly

Nel quinto capitolo della serie di Beate Maly dedicata a Ernestine e Anton, Omicidio al Lido Kritzendorf, il caldo soffocante dell’estate viennese spinge i protagonisti fuori città, verso un lido lungo il Danubio frequentato da borghesi, artisti e spiriti irrequieti.

Omicidio al Lido Kritzendorf

Ospiti nella casa di un amico di Anton, Ernestine s’inserisce rapidamente nella vivace comunità del luogo, stringendo un rapporto cordiale con Klara Kopf, figlia del celebre scultore Emil Kopf, e con la sua rigida zia Franziska Magyar. Le due donne piangono ancora Emma, madre di Klara e sorella di Franziska, che scomparve molti anni prima nel Danubio e non fu mai ritrovata.

Sotto la superficie elegante e spensierata del luogo, infatti, si nascondono tensioni antiche e segreti mai sopiti: quando affiora un cadavere, Ernestine non può fare a meno di indagare, trascinando con sé il riluttante ma fedele Anton.

Quelle che i proprietari chiamavano case di villeggiatura erano a volte delle piccole ville su palafitte con affaccio sul Danubio e accesso diretto al fiume. Accanto a questi magnifici gioielli architettonici appartenenti a ricchi industriali c’erano poi delle casette meno imponenti, di proprietà di comuni lavoratori. A Kritzendorf, nei mesi estivi, la ricca borghesia viveva accanto ai meno abbienti. In costume da bagno, del resto, un avvocato era uguale a un meccanico, e il proprietario di una fabbrica poteva essere scambiato per un parrucchiere.

Bisogna sempre fare attenzione quando Ernestine avvicina il pollice alla bocca e inizia a mordicchiarsi l’unghia, perché questo è il segno che, come direbbe il geniale Hercule Poirot, le sue “celluline grigie” stanno facendo ipotesi su chi potrebbe aver assassinato qualcuno.

Uno dei punti di forza più evidenti del romanzo è, ancora una volta, la straordinaria costruzione dei personaggi. Maly riesce a tratteggiare figure così vive e sfaccettate da farci sentire parte della loro cerchia, come se li conoscessimo davvero. Eppure, con grande abilità narrativa, insinua continuamente il dubbio: ogni gesto, ogni parola può nascondere qualcosa. Nessuno appare del tutto innocente e il lettore si trova a interrogarsi di continuo su chi meriti fiducia.

L’ambientazione è altrettanto riuscita. Il lido di Kritzendorf diventa un microcosmo perfetto per raccontare le abitudini estive della Vienna degli Anni Venti e Trenta, tra bagni nel fiume, conversazioni leggere e tensioni sociali sotterranee. Laproverbiale cura storica dell’autrice si percepisce nei dettagli, mai pedanti ma sempre funzionali, che arricchiscono la narrazione e permettono di immergersi completamente nell’epoca.

A rendere la trama ancora più dinamica contribuiscono due nuove presenze: Lili, nuova amica della piccola Rosa, e Minna, l’adorabile cocker che conquista immediatamente scena e lettori. Entrambe, con modalità diverse, diventano elementi chiave nella costruzione dei colpi di scena che tengono lettrici e lettori con il fiato sospeso, dimostrando come anche i personaggi apparentemente marginali possano tenere in piedi gli equilibri della storia.

L’evoluzione di Heide, figlia di Anton e personaggio sempre più presente nella serie, è davvero notevole e appassionante. Giovane madre determinata, capace di portare avanti da sola la farmacia di famiglia, Heide rappresenta una figura femminile moderna, che sfida le convenzioni del suo tempo. La sua relazione con il poliziotto Erich Felsberg, vissuta senza timore del giudizio altrui, aggiunge profondità emotiva al racconto. Non si può che gioire della presenza di un femminismo ante litteram, che pervade anche la nostra amata protagonista Ernestine.

“Finora avevo sempre pensato che le cose andassero bene così, Erich nel suo appartamento e io e Rosa con papà. Ma ora che abbiamo vissuto insieme per un periodo più lungo…” Heide raccolse l’ultimo piatto bagnato, continuando a strofinarlo con il panno anche dopo che era già asciutto. “È stato così bello che mi chiedo come sarà non svegliarsi più accanto a lui.”

Infine, è il rapporto tra Ernestine e Anton che continua a tenerci sulle spine: un’amicizia fatta di complicità, battibecchi e affetto sincero, che si sviluppa libro dopo libro e costituisce il vero cuore pulsante della serie.
Non possiamo che attendere i prossimi capitoli della serie, per continuare a fare il tifo per questa coppia così divertente e coinvolgente.

un libro per chi: tifa affinché la relazione tra Ernestine e Anton diventi un po’ più intima

autrice: Beate Maly
titolo: Omicidio al Lido Kritzendorf
traduzione: Rachele Salerno
editore: Emons
pagg. 249
€ 16

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne, ascolta musica jazz e vive un'intensa storia d'amore con il suo beagle Franco.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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