Il buio non fa paura, romanzo d’esordio di Pier Lorenzo Pisano, pubblicato da NN Editore, ha il sapore di una fiaba popolare.
Una storia di formazione davvero toccante, raccontata con un linguaggio cinematografico incantatore.

Il buio non fa paura

Gabriele vive con la mamma e il papà in un piccolo paese di montagna.
Con lui ci sono anche Giulio, il fratello poco più grande, e Matteo, il piccolo di casa.
La loro vita è semplice, perlopiù scandita dai giochi che tutti noi abbiamo fatto da bambini, che i tre si divertono a fare non solo in casa ma anche all’aperto, a contatto con la natura, partendo proprio dall’imponente faggio che ha visto crescere anche la loro mamma.

Una sera, Gabriele è in punizione perché ancora una volta ha fatto tardi giocando nel bosco così il padre gli nega la cena, mentre la mamma – cuore di mamma! – va a prendergli un po’ di latte di capra nella stalla.
Dal buio della notte la madre non tornerà mai più.

Gabriele si affaccia alla finestra e non vede niente, vede la sagoma di papà che svanisce e poi solo la notte, non sbatte nemmeno le palpebre pur di abituarsi al buio, ha gli occhi spalancati ma non riesce a vedere, cominciano ad arrossarsi, cominciano a piangere, ma il nero resta illeggibile e freddo, com’è possibile, non c’è più nulla, si sporge ancora di più dalla finestra, i piedi non toccano terra, la testa e le spalle sono fuori, e ancora niente.

È così che Gabriele, il suo papà e i suoi fratelli devono imparare a vivere senza la mamma, ma come si fa ad andare avanti senza quelle braccia confortanti da cui lasciarsi scaldare? Senza le risate spensierate e la certezza che ci sarà sempre qualcuno a prendersi cura di te?

Qualcosa di strano intanto inizia ad accadere nel villaggio.
Vengono trovati alcuni animali morti e qualcuno dice che nel bosco c’è un grande e feroce mostro nero.
La gente è all’erta ed è pronta a difendersi a ogni costo.
L’importante è non andare in giro di notte, perché il buio fa paura, potrebbe prenderti e portarti via.

Gabriele però, che quella grande cosa informe nel bosco l’ha vista davvero perché non ha mai smesso di avventurarcisi, del buio ora non ha più paura: la sua mamma non è morta, la sua mamma è diventata il buio e ora di notte può ancora abbracciarlo e cullarlo.

Gabriele è ancora quattro zampe, incapace di reagire, anche la figura nera resta immobile e poi si inclina leggermente, come se lottasse per non cadere. Gabriele allora prova a rialzarsi piano, e anche così, anche in piedi, non riesce a vederla tutta, fa un passo indietro, le gambe della creatura tremano sempre di più, si sta avvicinando, o forse è un’impressione, forse non esiste davvero una cosa così, è solo una visione, e due occhi scurissimi e un sorriso, sì, sembra che stia sorridendo, ma è un sorriso innaturale, e poi la creatura enorme apre la bocca e lancia un urlo, una specie di verso, tremendo, bestiale, e Gabriele si blocca di colpo.

Non sarà facile convincere gli altri che il bosco non nasconde la morte e che quel mostro non vuole fare del male, vuole solo esserci ancora, stare accanto a chi ama, seppur in un modo diverso da prima.
Se gli occhi fanciulleschi, fantasiosi e privi di pregiudizi di Gabriele e poi anche di Matteo non faticano a credere che tutto questo possa essere reale, chi ormai ha lo sguardo adulto e disincantato non cederà facilmente a ciò che non può essere spiegato.

Gabriele si rannicchia in un angolo come un animaletto, è spaventato, gli viene da piangere, il padre ripete con i denti serrati, te l’avevo detto di non andare nel bosco, te l’avevo detto, alza il braccio e resta così bloccato, non ce la fa, allora colpisce il muro tre, quattro volte fortissimo, fa cadere pezzi d’intonaco, sta stringendo la cintura così forte che gli esce il sangue dalle mani.
Il bambino resta appallottolato, tremante, mentre il padre si appoggia al tavolo, si asciuga la fronte con la mano e si fa una scia di sangue in faccia, tua madre è morta così, dice senza più fiato, cercando di calmarsi, è morta così.

Pier Lorenzo Pisano racconta il lutto e la perdita con lo sguardo attento e originale di chi vuol vedere e sentire tutto, aprendosi al mondo e alla sue infinite possibilità.
Se la storia scorre fluida e veloce, grazie a parole accorte usate con grande maestria, le sensazioni e le emozioni sono destinate a restare a lungo, ben oltre l’ultima pagina.
Il buio non fa paura è un romanzo che segna l’inizio del percorso di una nuova voce autoriale che speriamo di ritrovare ancora e ancora.

Il buio non fa paura di Pier Lorenzo Pisano

un libro per chi: da bambinə aveva paura dell’uomo nero

autore: Pier Lorenzo Pisano
titolo: Il buio non fa paura
editore: NN Editore
pagg. 171
€ 16


Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

2 commenti

Giada · 13 Giugno 2022 alle 10:32

Ciao Elena, le premesse sembrano molto interessanti, andrò ad approfondire. Buona continuazione e grazie per gli spunti che offrite 🙂

    Elena Giorgi · 13 Giugno 2022 alle 11:15

    Ciao Giada, questo libro mi ha davvero piacevolmente sorpresa per il modo in cui viene raccontata la perdita.
    L’ho trovato poetico ma allo stesso tempo molto reale.
    Insomma, per me è stata proprio una bella lettura!
    Se lo leggi fammi poi sapere cosa ne pensi.

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