Ripetizione di Vigdis Hjorth

Articolo a cura di Metella Orazi.

Ripetizione della norvegese Vigdis Hjorth, pubblicato da Fazi nel 2025, è un libro breve ma potente sul dolore che alcuni traumi possono provocare, senza andarsene, durante tutta una vita.

Ripetizione

La scrittrice sessantenne – che racconta in prima persona – è seduta accanto a una madre e sua figlia adolescente mentre assiste a un concerto di Natale. Involontariamente le sente bisticciare: la madre rimbrotta di continuo la figlia, per come sta seduta e per ogni altra cosa che fa, a suo avviso male, mentre la ragazza subisce muta.

Quello che vuoi dimenticare ritorna, ti perseguita in maniera così intensa da darti l’impressione di riviverlo. E di solito riprovi anche gli stessi sentimenti travolgenti e ingestibili di allora e pensi che soccomberai sotto il loro peso, per questo combatti per contrastarne il ritorno, ti opponi senza riuscire a impedire che questo avvenga, né a proteggerti dalla sofferenza che ne consegue.

La scena funziona come la madeleine di Proust e la donna ritorna con la mente ai suoi sedici anni e al ricordo di sua madre, persona ossessiva e controllante che le incute il terrore del sesso, del bere e delle droghe. È una conseguenza quasi scontata che la ragazza, curiosa, non possa che contravvenire a ogni regola familiare.
Questa sorta di ribellione ai diktat materni la portano ben presto a conoscere Finn, un ragazzo che sembra esperto in fatto di sesso, con il quale decide di avere il suo primo rapporto.

L’esperienza è più comica che appagante, ma la ragazza decide di scriverne a modo suo nel diario; inventa, ingigantisce, utilizza informazioni prese da riviste di criminologia e giornaletti pornografici, mostrando già l’attitudine da scrittrice.

Sabato mattina, sul diario, scrissi: Accadrà stasera. Ciò che nessuno dimentica. Sarà proprio qui, su queste pagine che ora sto sfiorando con le dita, su cui sto scrivendo e che odorano di attesa come fa la carta bianca, quello che non sarà mai dimenticato, perché nessuno dimentica la prima volta.

Quando la madre legge il diario, in famiglia esplode la catastrofe, perché la giovane non può ammettere di essersi inventata tutto, la pezza sarebbe peggiore del buco.
Quarantotto anni dopo, la scrittrice tra queste pagine riflette sulle conseguenze di ciò che decise di raccontare, si analizza e cerca il coraggio, attraverso la memoria del suo passato, di affrontare il presente e ritrovare se stessa.

Non finisci mai? No. Ripeti, richiami, rivivi, riproponi e ricambi perché l’infanzia persiste, la gioventù persiste, l’infanzia e la giovinezza rappresentano un futuro che inizia costantemente, un processo continuo. Lo accerchio e lo restringo senza sosta perché il corpo ricorda, sostiene e pensa, il corpo sa, non solo la mente.

Hjorth riesce magistralmente ad addentrarsi, con uno stile pulito ma non freddo, nella psiche di una famiglia che nasconde per proteggere e rimane in silenzio anche quando bisognerebbe gridare a squarciagola contro le menzogne, perché si sa che ciò che rimane bloccato dentro prima o poi marcisce.

Ripetizione è un’intensa riflessione sulla memoria dei traumi creati tra le mura di casa, ripercorsi momento per momento con la ferma volontà di superarli e proiettarsi nel futuro, un tema caro all’autrice e già percorso, con spunti diversi, nei suoi precedenti romanzi.

un libro per chi: ama addentrarsi nei meccanismi che la mente crea per sopravvivere

autrice: Vigdis Hjorth
titolo: Ripetizione
traduzione: Margherita Podestà Heir
editore: Fazi
pagg. 141
€ 18

Chi ha scritto questo post?

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni.
Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà.
Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo.
Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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