Sedici parole di Nava Ebrahimi

Sedici parole di Nava Ebrahimi

Sedici parole, romanzo d’esordio di Nava Ebrahimi pubblicato da Keller, non è solo una piacevole lettura.È un viaggio vero e proprio in Iran, nei suoi profumi più intensi, negli effluvi del cibo preparato nelle case semplici; un viaggio attraverso la polvere e i colori, accompagnati dai suoni del traffico, delle chiacchiere da mercato, dalle grida dei müezzin. Sedici parole Mona è nata in Iran ma da sempre vive in Germania, dove si mantiene facendo la ghostwriter e dove ha da poco intrecciato una relazione schietta e semplice con Jan, un uomo da cui non riesce ad aspettarsi grandi cose.È un rapporto d’amore e odio, invece, quello che la lega alla sua terra d’origine, in cui negli anni è tornata solo per amore della nonna, l’amatissima e sfacciata maman bozorg.La nonna che è venuta a mancare da poco e che, ancora una volta, pare è essere l’unico affetto capace di portare Mona ad affrontare il viaggio verso i luoghi da cui è più volte fuggita, attratta sì dalle proprie radici ma, allo stesso tempo, respinta dalle troppe contraddizioni di un paese diviso tra l’oro del passato e l’oscurità del presente. Prima di entrare in una moschea, ogni volta provo un senso …

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Aglaja Veteranyi - Perché il bambino cuoce nella polenta

Le acrobazie di Aglaja Veteranyi

Ci sono colpi di fulmine che non sono poi così inaspettati.Due anni fa, leggendo le poche e immaginifiche pagine de Lo scaffale degli ultimi respiri, pubblicato in Italia da Keller nel 2011, sentii di aver ritrovato un pezzetto della mia anima nella scrittura di Aglaja Veteranyi.Un incontro letterario che sapeva di casa e famiglia. Aglaja Veteranyi Nata in Romania nel 1962, Aglaja Veteranyi ha lasciato questo mondo quarant’anni più tardi.Nel 2002, dopo aver passato tutta l’infanzia vagabondando per l’Europa e per il mondo e aver poi scelto la Svizzera come terra in cui fermarsi a quindici anni, Aglaja decise di suicidarsi gettandosi nel lago di Zurigo. Figlia di un clown e di un’acrobata che si esibiva appendendosi per i capelli al tendone del circo, la Veteranyi crebbe portandosi dentro l’opprimente e perenne senso di fuga dei rifugiati.La famiglia scappava dalla fame, dalle torture, dalla paura imposta dal regime di Ceausescu.Quella paura, per molto tempo – o forse per sempre -, fu parte di lei.La paura che il padre ubriaco diventasse molesto e che la madre, suo immenso punto di riferimento, si facesse male.La paura di non riuscire mai a sentirsi libera. Libera come avrebbe voluto essere, leggera come una farfalla …

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L'ultimo amore di Baba Dunja di Alina Bronsky

L’ultimo amore di Baba Dunja di Alina Bronsky

A fine romanzo vorrete provare per la vostra casa e la vostra terra lo stesso amore che Baba Dunja prova per il suo paese ormai radioattivo. È sicuramente questo il più meritevole lascito del piccolo grande romanzo L’ultimo amore di Baba Dunja, scritto dalla russa naturalizzata tedesca Alina Bronsky e pubblicato nel 2016 da Keller. L’ultimo amore di Baba Dunja Černovo è un piccolo paese a pochi chilometri da Chernobyl, dove ormai gli esseri umani non mettono più piede se non avvolti da pesanti e spesse tute bianche.Il 1986 è da poco passato, con quel reattore infuocato e la sua pingue scia di morti e sfollati. Gli animali, l’aria, le verdure dell’orto, gli oggetti, l’acqua, tutto quanto a Černovo fa vibrare pesantemente i misuratori che sempre più raramente vengono portati dagli uomini dello stato, studiosi e soldati mandati a verificare le conseguenze di quella che è stata la più grande tragedia radioattiva del ventesimo secolo.Baba Dunja è ormai così anziana da non temere di morire per le radiazioni che continuano a infettare il terreno e ogni cosa con esso confinante. Ai tempi dell’ incidente nucleare, mi ritenevo tra quelli che se l’erano cavata meglio. I miei figli erano al sicuro, …

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