Tutte le volte che sono diventato grande di Giulio Macaione, pubblicato da Bao Publishing, è uno di quei graphic novel che riescono a raccontare l’infanzia e l’adolescenza con una sincerità disarmante. Ambientata nella Sicilia tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, la storia segue il percorso di crescita di Lucio, un ragazzino che sembra condividere molti tratti con il suo autore. Tra una madre emotivamente fragile, incapace di reggere il peso delle proprie difficoltà, e un padre severo e distante, Lucio è costretto a diventare grande prima del tempo. A offrirgli un rifugio sono il disegno e i fumetti, mentre l’adolescenza porta con sé domande sempre più pressanti sulla propria identità e sulla propria sessualità.
Tutte le volte che sono diventato grande
Quello di Macaione è un romanzo di formazione che colpisce soprattutto per la capacità di alternare registri emotivi molto diversi senza mai perdere equilibrio. La malinconia attraversa gran parte del racconto, ma trovano spazio anche la rabbia, la paura e persino un umorismo delicato, capace di alleggerire le pagine nei momenti più intensi. E poi ci sono i primi batticuore, raccontati con quella miscela di entusiasmo e timidezza che appartiene a ogni adolescenza e che rende impossibile non sorridere insieme a Lucio.
Il cuore del graphic novel è senza dubbio il percorso con cui il protagonista prende lentamente coscienza della propria sessualità. Lucio si sente diverso dai suoi coetanei e scopre un’attrazione inattesa per un ragazzo più grande, trovandosi ad affrontare, quasi completamente da solo, il timore di essere giudicato e rifiutato. Macaione racconta questa scoperta con una sensibilità straordinaria, senza mai indulgere nel melodramma, ma restituendo tutta la fragilità, il disorientamento e il coraggio di un ragazzo che cerca semplicemente di capire chi è.

Accanto a questo tema si sviluppa quello, altrettanto importante, della salute mentale. La madre di Lucio è un personaggio doloroso, segnato da un disturbo che si manifesta attraverso ossessioni, fanatismo religioso e comportamenti riconducibili a un bipolarismo mai davvero affrontato. La sua sofferenza finisce per gravare sulle spalle del figlio, al quale viene continuamente ripetuto che è “un bambino maturo”. Dietro quella frase, apparentemente innocua, si nasconde invece una forma di responsabilizzazione precoce che priva Lucio della leggerezza che dovrebbe appartenere a ogni infanzia. È forse questo uno degli aspetti che suscita maggiore rabbia nel lettore, perché mostra quanto sia facile chiedere troppo ai bambini quando gli adulti non riescono più a sostenersi da soli.
A rendere ancora più coinvolgente la lettura contribuisce l’ambientazione. I richiami alla cultura pop, agli oggetti, ai giochi, ai programmi televisivi e all’atmosfera degli anni Ottanta e Novanta regalano una piacevole sensazione di nostalgia a chi quegli anni li ha vissuti. Non si tratta di semplice esercizio nostalgico, ma di un contesto che rende la storia ancora più autentica e credibile.
Giulio Macaione possiede un talento raro: quello di costruire un legame immediato con chi legge. Lucio è un personaggio profondamente personale, eppure diventa universale; le sue paure, i suoi desideri, il bisogno di essere accettato e di trovare il proprio posto nel mondo parlano a tutti, anche a chi ha vissuto esperienze molto diverse.
Tutte le volte che sono diventato grande è, in definitiva, un graphic novel intenso, delicato e profondamente umano. Una storia capace di emozionare senza mai forzare i sentimenti, che conquista perché racconta qualcosa che, in fondo, appartiene a ciascuno di noi: quel momento in cui, quasi senza accorgercene, siamo stati costretti a diventare grandi.

un libro per chi: è stato costretto a crescere troppo in fretta
autore: Giulio Macaione
titolo: Tutte le volte che sonoo diventato grande
editore: Bao Publishing
pagg. 239
€ 21

