Le colpe degli altri di Linda Tugnoli

Sulla copertina de Le colpe degli altri di Linda Tugnoli c'è un'immagine che ritrae un uomo di spalle, ai margini di un bosco immerso nella nebbia

Tra le montagne silenziose e aspre della Valle Cervo, dove il tempo sembra scorrere più lentamente e ogni segreto trova rifugio tra boschi e sentieri, prende forma la vicenda di Le colpe degli altri, romanzo giallo scritto da Linda Tugnoli e pubblicato nel 2020 da Editrice Nord.

Le colpe degli altri

Guido Boggio-Martinet, ex “naso” prodigio della profumeria parigina, è tornato in Valle Cervo, sua terra d’origine, per reinventarsi come giardiniere.
Quando scopre il corpo senza vita di una giovane donna bionda, vestita con un elegante abito azzurro, proprio in un giardino che avrebbe dovuto curare, il passato e il presente si intrecciano, trascinandolo dentro un’indagine che ha il sapore amaro della memoria e della colpa.

Una ragazza che nessuno aveva mai visto prima in un giardino abbandonato, vestita da gran sera. Un profumo fuori commercio. Non aveva i suoi libri per controllare, li aveva lasciati tutti a Parigi, purtroppo. Però era abbastanza sicuro, quel profumo era stato famoso nella belle époque, ma era uscito di produzione da decenni.
Una rosa antica, essiccata tra le pagine di un libro. Quella era meno strana. Nei giardini della Valle erano sopravvissute tante varietà antiche che altrove erano andate perdute.

Tugnoli è abile nel caratterizzare i suoi personaggi.
Guido è una figura complessa e stratificata: il suo talento olfattivo convive con un trauma irrisolto che si manifesta in attacchi di panico e in un costante senso di precarietà emotiva. Accanto a lui c’è Osvaldo, anziano giardiniere e presenza quasi paterna, ostinato e genuino, con il suo amore per il Barbera e una saggezza ruvida ma autentica.

Toccante è anche il rapporto con il piccolo Giovannino, nipote della barista del paese, con un disturbo spettro autistico. Guido riesce a entrare in sintonia con lui proprio grazie alla propria vulnerabilità, riconoscendo nei suoi silenzi e nelle sue difficoltà qualcosa di profondamente familiare. Tuttavia, la narrazione rischia talvolta di scivolare in una retorica che dipinge il bambino come “speciale” in senso quasi magico, con un approccio che sfiora l’abilismo.

A indagare sul delitto c’è l’ispettore Gregorio Albanes, siciliano trapiantato in Piemonte. Inizialmente insofferente al clima e alla chiusura della comunità locale, pagina dopo pagina il rude poliziotto lascia emergere gradualmente una sensibilità inattesa che lo rende vicino agli abitanti, e in particolare a Guido, più di quanto lui stesso vorrebbe ammettere.

L’ambientazione montana è resa con grande efficacia: la Valle Cervo non è solo uno sfondo, ma un organismo vivo che condiziona esistenze e relazioni, una dimensione più chiusa, quasi sospesa, perfetta per il noir.
I piccoli paesi quasi abbandonati, il clima rigido e la diffidenza degli abitanti restituiscono un senso di isolamento tangibile, controbilanciato però da una profonda libertà legata al contatto con la natura e alla capacità di stare in una vita essenziale. In questo contesto, gli anni ’80 – ancora analogici e lontani dalla frenesia contemporanea – risultano perfettamente coerenti, contribuendo a creare un’atmosfera sospesa e credibile. L’assenza di tecnologie moderne, infatti, rende il contesto investigativo più “lento”, dove contano molto di più l’intuizione, le relazioni tra i personaggi e il peso dei segreti di paese.

All’improvviso, per la prima volta, si rese conto che era venuto fin lassù sulle tracce di un assassino. Si era infilato di notte in un albergo abbandonato, dove aveva ragione di credere che da trent’anni si tenessero messe nere o roba simile, e dove c’era un Ginkgo Biloba di fronte all’ingresso, cercando qualcuno che faceva parte di una setta satanica e aveva lasciato una foglia di quell’albero raro vicino al corpo di una ragazza assassinata.

Particolarmente riuscita è la descrizione del mondo vegetale. Alberi e piante, infatti, non sono semplici elementi decorativi, ma veri protagonisti, osservati e raccontati con precisione e rispetto. A questi dettagli s’intreccia il talento di Guido, che percepisce gli odori come tracce emotive e narrative; profumi e miasmi diventano strumenti per leggere le persone, svelandone lati nascosti e fragilità.

Sul piano della trama, il limite principale sta nella prevedibilità, poiché l’identità dell’assassino s’intuisce quasi immediatamente alla sua entrata in scena. Eppure, questo non compromette il piacere della lettura, che resta solido grazie alla profondità psicologica dei personaggi e alla cura dell’ambientazione.
Le colpe degli altri è un giallo che si fa comunque piacevolmente seguire non tanto per il “chi”, quanto per il “come” e il “perché”, invitando lettrici e lettori a perdersi tra odori, silenzi e segreti di una valle che non dimentica.

un libro per chi: ama la montagna e cerca un protagonista insolito

autrice: Linda Tugnoli
titolo: Le colpe degli altri
editore: Editrice Nord
pagg. 396
€ 12

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne, ascolta musica jazz e vive un'intensa storia d'amore con il suo beagle Franco.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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