La vecchiaia, prima o poi, arriva.
Arriva e porta con sé fragilità e timori, rimpianti e vuoti, incubi assordanti e sospirati silenzi.
C’è l’epilogo di una vita al tramonto, quella della vecchia Michka, al centro del nuovo breve romanzo dell’autrice francese Delphine De Vigan, Le gratitudini, appena uscito per Einaudi.

Le gratitudini

Michka non s’è mai sposata e non ha avuto figli.
È stata per tutta la vita una correttrice di bozze e con le parole ha giocato finché le ha sentite svanire dal cervello e fuggire dalle labbra, compagne di vita che non riesce più a rincorrere.
Michka è spossata dalla paura di farsi male, di cadere e di non essere in grado di rialzarsi mai più.
Non può più continuare a illudersi di riuscire a prendersi cura di se stessa, per questo, non senza rassegnata sofferenza, decide di andare a vivere in una casa di riposo.

Si tira dietro la porta dell’appartamento, quella porta che ha chiuso centinaia di volte, ma oggi sa che è l’ultima. Ci tiene a girare personalmente la chiave nella serratura. Sa che non tornerà più.

Michka però non è sola. Nella sua vita c’è Marie, una giovane donna a cui è legata come a una figlia.
L’ha vista crescere, ha giocato con lei, se n’è presa cura quando la madre ne era del tutto incapace. L’ha vista ammalarsi e guarire.
Riuscirà a vederla diventare madre?

– Sai, io non ne volevo, figli. Neanche l’ombra. Né famiglia, né figli. Niente di niente. Senza di voi, sopra, sarei rimasta così. Ero solo una… una vicina, me ne stavo per sconto mio. Quando sei venuta la prima volta, ti ricordi, perché eri sola in casa, da quanto, da un giorno, due giorni, non volevi dirlo, be’, anch’io ho avuto paura. Hai mangiato, e poi sei tornata su da sola. Sono rimasta svelta tutta la notte. E poi sei venuta un’altra volta, con i tuoi occhi, i tuoi occhioni che mi turbinavano, e allora ti ho presa in casa. E poi, tornavi sempre, allora ti ho colta, per interi pomeriggi, e poi ho comprato pennarelli, fogli di carta colorata, forbici, e poi gli animali dello zoo, ti ricordi, le piccole zebre di plastica, erano le tue preferite, e poi la pasta per modellare, e poi i ghiacciai alla frutta, che mettevamo nel f… freezer. Tutte le sere o quasi sei tornata. È così che è successo: una pallina che suonava alla mia porta.

Nella nuova vita della vecchia signora c’è pure Jérôme, l’ortofonista che la aiuta a esercitarsi per ritrovare le parole perdute, come quel grazie diventato gratis e quel va bene che ora suona come un buffo fa pena.

È un caro ragazzo Jérôme, sa prendersi a cuore le vite degli anziani pazienti, osservandoli e ascoltandoli come raramente sanno fare i giovani quando si tratta di vecchie e stropicciate storie.
Michka, poi, sa farsi volere bene.
Da Marie e Jérôme, certo, che sono stati figli poco amati e compresi.
Ma anche da chi nel passato lontano se ne prese cura, quando lei era solo una bambina ebrea da proteggere dagli orrori della guerra.

Delphine De Vigan racconta la vecchiaia senza fronzoli ma con sensibilità e delicatezza, costruendo una storia che sa di buono pur senza alcuna fastidiosa retorica.
Una prosa essenziale, ricca di dialoghi e rarefatta quanto basta a lasciare spazio a riflessioni profonde sul vivere senza rimpianti e sul lasciare andare chi si ama proprio perché lo si ama.

Quando vado a trovare Michka osservo le altre residenti. Quelle vecchissime, quelle mediamente vecchie, quelle non tanto vecchie, e a volte vorrei chiedere: qualcuno gli accarezza ancora? Qualcuno vi abbraccia? Da quanto tempo un’altra pelle non viene a contatto con la vostra?

Le gratitudini è un piccolo e prezioso gioiello che commuove spudoratamente anche i cuori più duri, perché da lì, dalla vecchiaia che fagocita Michka, tutti dobbiamo prima o poi passare.
Tra le lacrime, però, mi piace chiudere così: con la convinzione che Michka abbia trovato nel passato la pace di cui aveva bisogno, mentre Marie e Jerome la troveranno nel loro imminente futuro.

Le gratitudini di Delphine De Vigan

un libro per chi: negli ultimi anni ha molto amato i temi di serie tv come Grace and Frankie e Il metodo Kominski

autore: Delphine De Vigan
titolo: Le gratitudini
traduzione: Margherita Botto
editore: Einaudi
pagg. 149
€ 17,50

Categorie: Leggiamo

Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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