Articolo a cura di Metella Orazi.

Il 14 novembre del 1951 nelle zone del Polesine in provincia di Rovigo, dopo mesi di violenti temporali, ci fu la terribile alluvione che sconvolse l’Italia e proprio in quei drammatici giorni Sonia Aggio ambienta il suo romanzo d’esordio Magnificat, edito da Fazi.

Magnificat

Le cugine Nilde e Norma vivono come sorelle in un piccolo casolare dal giorno in cui la guerra le ha private dei genitori, morti a causa dello stesso bombardamento nel 1944.
Dal momento in cui sono rimaste orfane sono diventate indispensabili l’una per l’altra e sono anche l’unica famiglia che rimane loro.

Nel buio del coprifuoco Nilde cerca la mano di Norma e la stringe.
“I nostri genitori…”, comincia.
“Non dire niente”.
“Norma…”.
Le lenzuola frusciano, una guancia calda e bagnata si appoggia alla sua. Nilde muove le braccia alla cieca, fino a sentire i capelli di Norma sotto le dita. La stringe, si rannicchia contro di lei. Nel silenzio del coprifuoco, ascoltano il ronzio di Pippo, ora più vicino, ora più lontano, e piangono fino a addormentarsi.

Nilde è più dolce e remissiva, un carattere meno impetuoso della cugina Norma, sicura e determinata; sono complementari e unite dal gran bene che provano a vicenda.
Quando un giorno Norma torna a casa ferita dopo una caduta in bicicletta, dopo aver rubato delle ciliegie, in Nilde cresce l’ansia perché da quel momento in poi la cugina non sembra più la stessa.
Norma comincia a scomparire ogni volta che scoppia un temporale, non dice dove va e torna sempre con tagli e lividi, ma le scuse sulle cause di quei traumi sono sempre vaghe o non vengono fornite affatto. Norma, prima di quel giorno bella come la Madonna del Magnificat di Botticelli che le madri di entrambe adoravano, ora è diventata selvatica, è sempre più scontrosa, sempre più distante e Nilde si fa mille domande a cui non riesce a dare risposte.

Cosa è successo a Norma quel pomeriggio sull’argine del fiume?

Tutti gli interrogativi vengono spazzati via insieme a centinaia di vite, di case, di bestie e ogni cosa sul cammino travolgente delle acque che esondando sconvolgono la comunità e separano anche i destini delle cugine.

All’improvviso c’è troppa acqua, troppa acqua dal cielo, troppa acqua sul terreno. Acqua che scorre tra i sacchi e sulle gambe di Norma e si getta giù, rimbalzando e schiumando come una cascata. Acqua che ruggisce e schizza sibilando.

Nella seconda parte del libro cambia il punto di vista: da Nilde si passa a Norma e i misteri in cui è avvolta la ragazza vengono man mano compresi e svelati.

Aggio utilizza una scrittura semplice e descrittiva, ricostruisce con estrema chiarezza un momento storico drammatico, fa entrare i lettori e le lettrici in quell’istante cupo in cui tutto è cambiato per tante persone e lo fa attraverso l’esperienza di due di loro, le due cugine che affrontano in modi diversi le acque gelide e distruttrici.

Traspare nelle pagine del romanzo l’amore per un territorio ferito ma indomito che subisce un trauma, ma grazie alla crisi innescata dagli sconvolgimenti dell’alluvione metterà in atto faticose trasformazioni per sopravvivere risollevarsi.

La natura può avere due facce sembra ammonire l’autrice, può essere fertile e donare vita ma anche riprendersi tutto in un attimo.
L’immaginario di Magnificat è misterioso, la superstizione ha una parte centrale nella storia delle protagoniste e degli abitanti del luogo che mantengono la speranza di placare la furia delle acque con riti arcaici, talmente credibili che ci si chiede se la scrittrice abbia attinto alla tradizione o si sia affidata solamente alla sua immaginazione.

Questo romanzo ha il ritmo e il sapore dei libri di una volta, riesce a non essere triste pur essendo abbastanza cupo, tutto accade sotto un’incessante pioggia che rende il panorama grigio e freddo, ma c’è comunque calore, si riesce a intravvedere uno spiraglio di luce, in cui l’amore forse può surclassare la tragedia.
Da leggere.

Magnificat di Sonia Aggio

un libro per chi: gioisce quando nel panorama letterario compare una nuova, pregevole voce

autrice: Sonia Aggio
titolo: Magnificat
editore: Fazi
pagg. 200
€ 17

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Metella Orazi

Marchignola (marchigiana+romagnola), vive al mare, che ama in tutte le stagioni. Per quasi vent'anni è stata libraia e ora, pur senza libreria, continua a pensare e agire da libraia: parla di libri, fotografa i libri che vorrebbe e quelli letti per ricordare di averli letti e continua a impilare libri su libri che forse un giorno leggerà. Ama i gatti, i viaggi, la storia dell’arte, il cinema e il teatro, insomma, tutto ciò che racconti il mondo. Crede fermamente nel potere delle storie e della condivisione, perché se la lettura è un atto solitario, i libri sono fatti apposta per creare connessioni. Non chiedetele di scegliere un libro preferito, potrebbe entrare in crisi, cambiando idea di continuo.

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