Volgograd di Luigi De Pascalis

Volgograd di Luigi De Pascalis

Amo la periferia più della città. Amo tutte le cose che stanno ai margini. Carlo Cassola Ho scomodato perfino Carlo Cassola per trovare le parole più adatte a descrivere il mio rapporto con le periferie. Un amore covato per anni, che oggi si rinnova anche grazie alla lettura di un romanzo che troverete in libreria a partire dal 30 marzo: Volgograd di Luigi De Pascalis. Volgograd Quella che io chiamo Volgograd ha più modestamente origine da volgo, popolo, come la parola volgare, e si trova tutt’attorno a Roma, come un’immensa ciambella di grasso malsano sui fianchi di una pigra, golosa vecchiaccia. O come un cappio di canapa bella grossa, stretto al collo di un disperato. Inizia così il racconto del protagonista del romanzo di De Pascalis, un anziano vedovo disicantato e solo, che vive ai margini di Roma, in quella periferia degradata e dimenticata da tutti, fatta di palazzoni fatiscenti e di mancati servizi. Un luogo ai margini del bello, abitato da un’umanità che molto ha perduto ma tanto dona al lettore, con le proprie vicissitudini che si muovono tra declino, lotta e redenzione. Qui, del resto il cemento delle case è impastato con la solitudine di chi ci sta …

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Cannibali di Régis Jauffret

Cannibali di Régis Jauffret

Amo i romanzi epistolari, tanto quanto amo la letteratura francese. Quando questi due elementi si fondono nello stesso libro, allora sì che sono una lettrice soddisfatta. Se poi questo romanzo è Cannibali di Régis Jauffret, finalista al Prix Goncourt nel 2016 e pubblicato in Italia da Edizioni Clichy, non posso che volerlo condividere in ogni modo possibile, certa che la lettura sarà entusiasmante per tutti voi. Cannibali La storia è quella di Noémie, giovane artista vanitosa e schizofrenica, che intrattiene un lungo dialogo epistolare con Jeanne, madre del suo ex fidanzato Geoffrey, un cinquantacinquenne architetto di fama, che non ha saputo (o non ha forse voluto) farsi largo negli anfratti psicotici della bellissima fanciulla. Jeanne, rimane inizialmente molto sorpresa e furiosamente contrariata da questo inaspettato contatto, che diventa immantinente scontro feroce con la superficialità della ventiquattrenne Noémie. Le due, in poche parole, si augurano reciprocamente la morte, come nelle migliori tradizioni stereotipate. A poco a poco, però, la sfrontata sincerità deviante, mostrata senza alcun pudore dall’ex fidanzata del figlio, fa breccia nell’animo oscuro della vecchia madre, rivelando una sadica dama borghese, bipolare, arida e rancorosa, che mai ha amato Geoffrey e tanto meno il marito con cui lo ha concepito. …

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Milano di carta di Michele Terruzzi

Milano di carta di Michele Turazzi

Perchè hai scelto Milano? Questa è una domanda che mi sono sentita fare per parecchi anni, dopo essere arrivata in città nel 2008. Le persone, di solito, si spostano per lavoro o per amore. Nel mio caso, nessuna delle due motivazioni è mai stata la risposta giusta. Nel 2008 ho scelto di trasferirmi a Milano perchè la mia vita romagnola mi annoiava un bel po’. Un grande amore era finito, un altro non era riuscito ad attecchire, il lavoro era fatto di facce sempre uguali e di azioni ormai mosse dall’inerzia. Era ormai giunta l’ora di partire e di trasferirsi in una nuova vita dai ritmi più frenetici e sicuramente ricca di possibilità di vivere nuove avventure. Arrivata da poco, una sera di primavera mi ritrovai a passeggiare per il centro di Milano con quell’amore che non era mai veramente sbocciato. Una serata imbarazzante, pregna dei silenzi di chi non aveva ben chiaro se lasciarsi andare o passare oltre. In nostro aiuto arrivò Piazza Duomo, desolata e spenta a quell’ora buia. La attraversammo in diagonale, come per affrettare l’arrivo alla fermata del tram che mi avrebbe riportata a casa, ancora una volta perplessa dai silenzi carichi di tutto e di …

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