Articolo a cura di Paola Migliorino.

Esce oggi in libreria per Mondadori I guardiani del faro, romanzo di Emma Stonex ispirato a un fatto realmente accaduto, un mistero mai risolto che cattura immediatamente l’attenzione di chi si trova a leggerne la storia.

I guardiani del faro

Inghilterra, 1972.

Tre guardiani di un Faro eretto in mezzo al mare al largo delle coste della Cornovaglia scompaiono inspiegabilmente: si tratta del primo guardiano Arthur Black, del primo assistente Bill Walker e del secondo assistente Vincent Bourne. L’incredibile scoperta viene fatta dall’equipaggio che approda al faro nei giorni della pausa gelida fra Natale e Capodanno, per riportare sulla terraferma il primo assistente e sostituirlo con un ragazzo biondo, giovanissimo e forse un po’ troppo allampanato.

La barca si avvicina faticosamente allo Scoglio della Fanciulla, su cui si erge maestosamente la Regina dei Fari, costruita nel 1893, “una colonna alta cinquanta metri di eroica architettura vittoriana”.

Leggenda vuole che sia stata costruita sulle mascelle di un mostro marino fossilizzato. A decine sono morti durante i lavori e il reef ha ucciso diversi marinai fuori rotta. Non le piacciono gli estranei: non sei mai il benvenuto.

Le onde attorno allo scoglio raggiungono un’altezza di almeno 12 metri e l’approdo sembra un’impresa impossibile; il mare rumoreggia nero, cupo, ma non è questo a impensierire l’equipaggio: ciò che l’ammutolisce è l’assenza degli uomini, che avrebbero già dovuto affacciarsi festosi e scendere sui “gradini del cane”, gli angusti scalini che raggiungono la porta di ingresso.

Si scoprirà poi che di loro non c’è traccia nemmeno all’interno; il faro, perfettamente in ordine e ossessivamente pulito, è incredibilmente vuoto: quasi nessuna impronta dei tre uomini che lo abitavano, nessuno indizio che aiuti a svelare cosa sia successo.
Un unico, insolito particolare: i due orologi sono fermi allo stesso orario: 08.45.

Inghilterra, 1992.

Uno scrittore acclamato per i suoi libri di avventura – di ambientazione marinaresca – decide di indagare su quel mistero irrisolto e si mette in contatto con le compagne dei tre guardiani scomparsi.

Conosciamo cosi Helen, Jenny e Michelle, tre donne diversissime per età e carattere.
Non sono solo questi particolari a dividerle, e da subito s’intuisce che qualcosa di profondo ha aperto una crepa nei loro rapporti: invece di avvicinarsi nel dolore, si sono allontanate irrimediabilmente, e il tempo, evidentemente, non ha sanato le ferite.

Soprattutto, scopriamo che esistono mille versioni di una stessa storia, tante quante sono le angolazioni da cui la sia osserva, tante quante sono le persone che la raccontano o che ritengono di avere avuto un ruolo determinante nel susseguirsi dei fatti.

Meglio non dire altro della trama di questo accattivante romanzo, già grande successo di vendita e critica in Gran Bretagna.

Emma Stonex prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto (lo stesso a cui si è ispirato Kristoffer Nyholm per The Vanishing – Il mistero del faro, film del 2018 ), come lei stessa precisa in una nota:

Nel dicembre del 1900, tre guardiani sparirono da un lontano faro che si ergeva sull’isola di Eilean Mòr nelle Ebridi Esterne. Si chiamavano Thomas Marshall, James Ducat e Donald MacArthur. I guardiani del faro è ispirato a quegli eventi ed è scritto rispettandone la memoria, ma è un’opera di finzione e quindi non ha alcuna rassomiglianza con la vita o la personalità di quegli uomini.

Di certo questo romanzo è qualcosa di più di un giallo.
L’ambientazione misteriosa fa subito venire in mente Dieci piccoli indiani, la mistery novel forse più nota di Agatha Christie, ma il punto di forza del libro è rappresentato dalla meticolosa ricostruzione storica e antropologica della vita all’interno di un faro:

Sono personaggi strampalati, i guardiani dei fari, ossessionati dalle faccende domestiche: lavare, riordinare, lucidare; i fari sono i luoghi più puliti del mondo.

Gli spazi claustrofobici di convivenza fanno pensare a un’astronave, dove tutto è studiato al millimetro, dove nulla è lasciato al caso, e soprattutto dove è determinante l’armonia e la coesione fra gli uomini.

Quando hanno costruito questi fari, hanno fatto in modo che le camere da letto fossero rivolte verso la costa. Il guardiano si stende nella cuccetta con la sensazione che la luce sia puntata verso casa, e loro vogliono che la luce sia lì, non vogliono che tu ti faccia strane idee sul mare sottostante, che è più silenzioso e profondo di quanto non sia sicuro sapere. Quando un guardiano è a letto, è lì che i suoi ricordi cominciano a sovrastarlo, e lui ha bisogno della terra, di essere sicuro che sia lì, come un bambino ascolta i passi del padre nel cuore della notte.

Il Faro costruito sullo Scoglio della Fanciulla appartiene alla categoria di quelli che spuntano direttamente dal mare, senza che attorno ci sia un po’ di terra anche solo per camminare, né tantomeno la possibilità di incontrare altri, di tornare dalla propria famiglia quando si è finito il proprio turno.

Se avessimo tutti un faro dove abitare e un paio di persone con cui stare, vivendo e basta, senza aspettative o interferenze – accendere una luce alla sera e spegnerla all’alba, dormire e svegliarsi, parlare e tacere, vivere e morire, ognuno su una piccola isola -, non eviteremo di farci del male?

Ma soprattutto, come puntualizza la stessa autrice in una recentissima intervista, “ora più che mai temi come isolamento e solitudine hanno preso nuovi significati. I fari simboleggiano questo senso di esclusione e confinamento”.

La luce a riva tremola timida, poi tutto a un tratto diventa più luminosa, scintillante, impaziente, e so che sei tu. So che sei lì e che stai parlando con me. Capisco che cosa mi stai dicendo. Che cosa devo fare. Sento l’odore dei tuoi capelli e la forma morbida del tuo collo, e alla fine, alla fine è così che prendo sonno, con la tua luce dentro i miei occhi.

Quindi, riassumendo, che libro è I guardiani del faro?
Cronaca, giallo, mistero, analisi dei comportamenti umani nei diversi contesti, ma anche studio del bisogno di isolamento da rileggere in chiave diversa e filtrata dalle recenti esperienze.
Infine: poesia del mare.

Il mare ha due facce. Devi accettarle entrambe, la buona e la cattiva, e non voltare mai le spalle a nessuna delle due.

I guardiani del faro di Emma Stonex

Per chi: è attratto dal mistero, anche quello che si nasconde nell’animo umano

autrice: Emma Stonex
titolo: I guardiani del faro
traduzione: Marco Rossari
editore: Mondadori
pagg. 336
€ 19


Paola Migliorino

Mamma di tre adolescenti e un cane, lavoratrice a tempo pieno e moglie stressata. Anche se si reputa giovane, Paola è una lettrice vecchia maniera: ama la carta, l’odore di un libro nuovo, le copertine coinvolgenti e le prefazioni. Siciliana di stanza a Milano, grazie ai libri viaggia nello spazio e nel tempo, senza limiti o barriere. Spesso, infatti, un libro la porta verso un altro, in una sequenza di passi del tutto casuale.

2 commenti

Giorgiaelisa · 18 Maggio 2021 alle 9:37

Conoscevo la vicenda storica perché trattata da diversi podcast a tema mystery, ma non avevo idea che fosse uscito un libro a riguardo! Lo leggerò perché è una vicenda che continua ad incuriosirmi!

    Elena Giorgi · 18 Maggio 2021 alle 10:26

    Ciao Giorgiaelisa!
    Il romanzo è uscito proprio oggi, Paola lo ha letto in super anteprima!
    Hai visto anche il film citato nel post?
    Effettivamente è un vicenda molto curiosa e attraente… chissà che fine hanno fatto quei tre…

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