Ha fatto breccia nel cuore dei francesi, tra vendite e premi, ma Pelle d’Uomo, scritto dal compianto Hubert, disegnato da Zanzim e pubblicato da Bao Publishing entrerà sicuramente anche in quello degli italiani perché è innegabilmente un fumetto splendido, che porta un messaggio importantissimo.

Pelle d’uomo

Siamo nel pieno del Rinascimento italiano e Bianca sta per sposare Giovanni, un uomo che non conosce.
Il matrimonio è stato combinato tra le famiglie e la giovane ragazza teme – memore dei racconti delle amiche già sposate Rubina e Agostina – di ritrovarsi accanto un uomo bugiardo, traditore, insensibile e indifferente.

Al primo incontro Giovanni non si rivela essere né rozzo né tantomeno un uomo malvagio, ma Bianca rimane perplessa dal suo algido distacco, che vorrebbe subito colmare conoscendolo meglio.
Ma, come le ricorda la madre, la conoscenza verrà dopo il matrimonio, perché Bianca non ha altra scelta: sposerà Giovanni e con lui formerà una famiglia, perché è questo che fanno le donne, senza tante storie e senza altre aspettative.

Ci pensa la zia madrina a dare a Bianca la speranza di avere qualche informazione in più sul suo futuro marito: con la scusa di prepararla al matrimonio e alla prima notte di nozze, la invita nella sua dimora e le presenta Lorenzo, una pelle d’uomo conservata in uno scrigno e già utilizzata dalle donne della famiglia per comprendere meglio cosa significhi essere maschio.

Bianca quindi indossa la pelle di Lorenzo ed esce verso la città, per avvicinarsi il più possibile a Giovanni.
Tra i due il feeling è immediato e Bianca/Lorenzo si ritrova a frequentare locali per soli uomini che non sono esattamente ciò che si sarebbe aspettata, dove non esiste vergogna verso ciò che si è e dove tutto è possibile.
La scintilla del desiderio scocca tra lei e Giovanni ma… lei indossa una pelle d’uomo e questo la rende certa che tra loro, quando saranno sposati, tutto sarà difficile!

Giovanni, infatti, ignaro che la pelle d’uomo nasconda la moglie e ormai innamorato di Lorenzo, non riesce a provare per Bianca alcuna attrazione, fino a quando una sera la giovane intraprendente decide di travestirsi da uomo senza la pelle di Lorenzo, nascondendo i capelli e indossando abiti maschili, e propone al marito un’uscita per la città.
Tra i due coniugi si instaura una complicità sempre più forte e il loro indefinibile legame, ben lontano da ogni canone, riesce a barcamenarsi e a sopravvivere in un tempo oscuro, fatto di conformismo, regole prefissate e di predicatori folli ed estremisti, contrari a qualsiasi divertimento e a qualsiasi espressione di bellezza.

Hubert e Zanzim con Pelle d’Uomo ci regalano una lettura trascinante, che diffonde un messaggio potente contro l’omofobia e ogni stereotipo di genere.
La determinazione di Bianca nel voler conoscere meglio il proprio sposo diventa comprensione, accoglienza e infine coraggiosa lotta, pur di difendere la libertà d’espressione di ogni individuo.
Una storia contro l’ipocrisia della società ma anche un bellissimo inno verso l’amore che è tale in ogni senso e direzione possibile.
Da leggere.

Pelle d'Uomo di Hubert e Zanzim

un libro per chi: per TUTTI

autori: Hubert (testo) e Zanzim (disegni)
titolo: Pelle d’Uomo
editore: Bao Publishing
pagg. 160
€ 20


Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

4 commenti

Valentina · 21 Aprile 2021 alle 11:22

E dunque grazie Elena . Leggerezza , grazia, un’opera priva di orpelli sul peso che hanno le convenzioni nella nostra vita , tutt’oggi come allora! W Lorenzo!

NAOMI · 9 Giugno 2021 alle 16:22

Sto per leggerlo anche io, sono molto curiosa!

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