Stagno di Claire-Louise Bennett

Stagno di Claire-Louise Bennett

Ci sono libri che non hanno bisogno di una trama e scelgono d’essere puri esercizi di stile, con ipnotici flussi di parole calzanti che hanno il solo scopo di riempire i vuoti e le mancanze di lettori affamati di suggestioni e lirismo.
È il caso di Stagno, esordio di Claire-Louise Bennett, tradotto con meticolosa cura da Tommaso Pincio e pubblicato da Bompiani.

Stagno

Che cos’è Stagno?
Un romanzo? Una raccolta di racconti?
Se davvero è necessario definirlo in qualche modo, allora consideriamolo un diario del quotidiano, su cui viene annotato il fiume di pensieri dell’anonima e solitaria protagonista, una donna colta, forse una ricercatrice, che ha scelto di vivere in un cottage immerso nella campagna irlandese.

L’approccio della protagonista verso il mondo che la circonda si muove tra rivelazione e stupore, senza lesinare l’emozione di chi osserva la natura con occhi vergini ma gravidi di riconoscenza per quel nuovo tempo investito a scoprire e comprendere.

I cambiamenti su larga scala infatti non mi suscitavano il minimo interesse; era piuttosto la costanza delle piccole cose ad attrarmi.

Solitaria e forestiera, lussuriosa e misteriosa, questa donna di cui non sapremo mai il nome spoglia i propri pensieri di qualsivoglia costrutto per metterli a disposizione del lettore, che – superati i primi momenti di fastidioso smarrimento – si lascia travolgere da una tempesta di potenti verità e vivide emozioni.

Se non vieni da un dato luogo la storia di quel luogo vivrà dentro di te in maniera diversa da come vive nelle persone che vengono da quel luogo. La relazione che avrai con gli eventi che definiscono la storia di un luogo non sarà lineare perché nessuno dei tuoi antenati è stato un alcun modo coinvolto da quegli eventi o ne ha subito le influenze. Non avrai storie da riportare o confrontare, non avrai racconti da ereditare e accettare, e ogni nome ti risulterà estraneo e privo di qualunque significato. E sarà come se la storia di quel luogo conoscesse l’entità del vuoto che c’è in te. Di conseguenza se non vieni da un dato luogo sarai sempre vulnerabile giacché per quanti anni tu ci abbia vissuto non sarai mai parte della sua storia né avrai nulla con cui tenere a distanza tutta la forza di quel dato luogo.

Stagno è innegabilmente un libro non semplice, ma a Claire-Louise Bennett è stato fatto dono di una scrittura così piena, soddisfacente e immaginifica da farsi perdonare la fatica iniziale del sintonizzarsi con essa.
Da leggere, anche solo per lasciarsi commuovere dalla descrizione della vecchia tempesta che torna sui propri passi dopo un lungo viaggio.

Mi è parso di capire con esattezza dove fosse e c’era una tale intimità nei suoi spostamenti e nel suono che emetteva mentre seguitava a girare girare. Sì, ho pensato, conosci queste montagne e anche le montagne hanno familiarità con te.

Stagno di Claire-Louise Bennett

un libro per chi: accetta la sfida di una lettura alquanto originale

autrice: Claire-Louise Bennett
titolo: Stagno
traduzione: Tommaso Pincio
editore: Bompiani
pagg. 156
€ 15

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne e ascolta musica jazz.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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