Storia del figlio di Marie Hélène Lafon – caso editoriale francese premiato e vendutissimo in patria, in Italia pubblicato da Fazi – è la prova che non servano centinaia di pagine per raccontare con intensità e maestria una storia, anche quando si tratta di saghe familiari che si protraggono nel tempo.

Storia del figlio

La storia è quella di André, nato nel 1924 da Gabrielle e cresciuto dalla zia Hélène.

Le due sorelle, seppur legatissime, non avrebbero potuto essere più diverse.
Gabrielle ha scelto la vita di città, mossa da un desiderio d’indipendenza non solo economica ma anche e soprattutto affettiva. Precorrendo i tempi, la donna vive da sola a Parigi, per potersi sentire libera di amare chi le pare, senza per forza doversi accasare.
Hélène, invece, con il suo amato Léon trascorre una vita fatta di cose semplici nelle campagne dell’Alvernia e ha avuto tre figlie, alle quali si aggiunge il piccolo André, lasciato da Gabrielle nelle fidate e amorevoli mani della sorella.

È partita. Sua madre è partita, il treno l’ha portata via. Lui, André, preferisce che lei non sia più lì, ma sente che non è una cosa da dirsi, né da far capire, anche se è Hélène non si può nascondere nulla. André non può nascondere nulla a Hélène, lei gli attraversa la pelle con lo sguardo, vede dentro le sue ossa, tra le pieghe aggrovigliate del suo cervello. Héleène vede, ma non rimprovera, non giudica, non aggrotta le sopracciglia, non alza la voce, non stringe le labbra. Lei bacia, tiene in grembo, non dice molte parole. Prepara una torta, si va in giardino insieme a raccogliere fragole tiepide o lamponi valutati, Hélène accarezza la nuca all’attaccatura dei capelli.

Ma Storia del figlio non inizia così.
Nelle prime pagine facciamo conoscenza con la famiglia Lachalme e i tre figli Armand, Paul e Georges.
Sta per accadere qualcosa di orribile, qualcosa che segnerà soprattutto Paul, un trauma che rivivrà in eterno e che forse condizionerà per sempre il suo modo di amare.

Georges ha lo stesso odore della marmellata di prugne quando la zia la fa cuocere a lungo nella pentola di rame, d’estate, proprio l’odore di quando cuoce, non di quando d’inverno si spalma sul pane all’ora della merenda; anche il padre la mangia e si complimenta con la zia, che non risponde e lo guarda come se lo vedesse per la prima volta. Amélie ha l’odore del fiume in primavera, il fiume alto della neve sciolta. Paul ha l’odore del vento e della lama fredda dei coltelli che sono in cucina e che loro non possono toccare.

Paul che giovanissimo incontra Gabrielle nell’infermeria della scuola, dove lei si occupa di curare gli studenti, e s’invaghisce di lei a tal punto da instaurare una relazione, nonostante i sedici anni di differenza.
Gabrielle Léoty non si oppone a quella passione che sarebbe malvista da chiunque, e non solo per la differenza d’età.

Questo è il suo tipo d’uomo, lei lo sa da molto tempo; sarà dilaniata, come non è mai stata prima, è il prezzo da pagare, il prezzo dell’ebbrezza. Non le piacciono i buoni, i teneri; ha bisogno del dominio, dell’arroganza; lei è fatta per gli uomini focosi, accesi, ardenti, quelli che bruciano tutto ciò che toccano.

Di estrazione diversa – il giovane Paul è destinato a diventare un importante avvocato, Gabrielle resterà sempre solo un’umile infermiera -, i due si amano senza dare troppo peso alle conseguenze della loro relazione.
Conseguenze che segneranno la vita di tutti e di tutte e che, pagina dopo pagina, si riveleranno in questo intreccio straordinario, ordito con una prosa elegante e icastica, una scrittura che non si può che definire bella in assoluto e ricca di sfumature, avvolgente e ammaliante.

La narrazione circolare di Storia del figlio cattura e incanta e mentre ogni tessera del mosaico prende il proprio posto, si disvelano cento anni di storia che sono soprattutto un magnifico ripasso nostalgico e struggente della vita di due famiglie per sempre indiscutibilmente legate.
Da leggere.

Storia del figlio di Marie Hélene Lafon

un libro per chi: ama le saghe familiari

autrice: Marie Hélène Lafon
titolo: Storia del figlio
traduzione: Antonella Conti
editore: Fazi
pagg. 159
€ 17

Categorie: Leggiamo

Elena Giorgi

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un angelo custode di eventi. Oggi lavora tra sport e turismo, anche se a vederla non si direbbe. Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura dedicato ai romanzi di esordienti italiani. Pratica mindfulness e ogni giorno sceglie di sorridere. È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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