Articolo a cura di Paola Migliorino.

Stupidistan, romanzo del siciliano Stefano Amato, pubblicato da Marcos y Marcos, ci “catapulta” – già dal capitolo Zero con cui si apre – in un mondo surreale e grottesco, collocato in un futuro non troppo lontano (il 2050 circa), in cui la popolazione mondiale, forse ormai satura di informazioni e benessere, ha intrapreso una ripida discesa sulla curva dell’intelligenza umana.

Stupidistan

Nel mondo di Stupidistan, in totale controtendenza con gli studi di James Flynn, gli uomini stanno diventando, infatti, progressivamente più stupidi, nonostante il progresso e la tecnologia abbiano assicurato la crescita della scolarizzazione e complessivamente un ambiente socioculturale migliore.

E naturalmente l’Italia si posiziona ai vertici di questa nuova, incresciosa classifica, grazie soprattutto al totale declino in cui versa la sua isola maggiore.

In Sicilia infatti, in un futuro non troppo lontano, man mano che la situazione precipitava verso soglie inimmaginabili, si è assistito ad una massiccia fuga di cervelli: quei pochi che ancora credevano nella convivenza sociale, nella raccolta differenziata o, in genere, nel rispetto dell’ambiente, non hanno potuto fare altro che lasciare velocemente l’Isola, prima che la stessa venisse chiusa e abbandonata al proprio triste destino, e assumesse universalmente il nome di Stupìdistan.

Ed è qui che approda, contro la propria volontà, Patty Carnemolla, imbranatissima dog-sitter siciliana d’origine, ma romana d’adozione; fra semi-selvaggi volgari e ignoranti, golosi mangiatori di carne di cavallo, abili solo a maneggiare il proprio foldblet (il foldable tablet!), e dilapidatori di un patrimonio artistico inestimabile, Patty finirà ben presto internata perché totalmente diversa.

Fra una risata soffocata per non sembrare stupìda (volutamente con l’accento sulla i!) e un altrettanto soffocato moto di stizza per le prevedibili degenerazioni dovute all’incuria dei Siciliani, prosegue la lettura di questo godibilissimo romanzo satirico-distopico, che, se da una parte diverte, dall’altra crea – sottotraccia – un senso di fastidio per la verità di ciò che rappresenta: l’arte come moneta di scambio, lo Stretto – dove un tempo si fronteggiavano le mitologiche Scilla e Cariddi – ridotto a discarica di carcasse navali, l’edificazione selvaggia e il non finito meridionale, tutto contribuisce all’arrabbiatura perché tutto è, purtroppo, assai verosimile!

Il mettere in evidenza i difetti della propria terra, con ironia e fermezza, è comunque una scelta di amore e denuncia.
Tremenda la descrizione del treno deragliato da decenni e adagiato, con tutti i suoi vagoni, sulla spiaggia; ma decisamente agghiacciante l’immobilismo e l’incapacità di pensare:

Il treno era precipitato giù dalla ferrovia con tutti e dieci i vagoni e si era adagiato di fianco sulla spiaggia. E dopo tutti quegli anni si trovava ancora lì, come il cadavere di un gigantesco millepiedi di metallo: nessuno sapeva come spostarlo. Né perché

Ecco, questa piccolissima, lapidaria frase dice tutto: perché fare qualcosa? Perché sforzarsi, perché impegnarsi? Per i posteri? Per l’ambiente? Perché? Sembra quasi una gattopardiana apatia, solo che non possiamo più “crederci il sale della terra”.

In un mondo di stupidi niente è più insensato della logica.

Patty si troverà suo malgrado coinvolta nelle vicende che porteranno la Sicilia sull’orlo del baratro, a un passo dalla caduta senza ritorno, ma forse riuscirà, con il suo semplice buonsenso e con quel minimo di intelligenza che deriva dalla contaminazione, a reindirizzare l’isola e i suoi abitanti verso un nuovo corso.

Dì agli Italiani di stare attenti se non vogliono fare questa fine. E il rischio c’è perché è già cominciato anche lì, è pieno di gente come me, gente senza ambizione che vive la giornata. Digli di leggere e studiare e impegnarsi. Digli di viaggiare e di essere aperti al nuovo, al progresso. Instilla loro il dubbio che non è detto che siccome qualcosa si è sempre fatto in modo, allora quello è il modo giusto di farlo. Insegna loro ad avere rispetto sia delle persone che degli animali.

Molti lettori forse proveranno un moto di fastidio durante la lettura, perché si sentiranno inevitabilmente coinvolti e giudicati. Ma proprio quello è il segnale: se ci si sente un po’ in colpa, probabilmente è perché si sa di non aver fatto tutto il possibile, perché si è scelto di non vedere, di seguire la via più comoda, quella del proprio tornaconto, a discapito di un futuro migliore per i luoghi cari.
Un romanzo da leggere prima che sia troppo tardi.

Stupidistan di Stefano Amato

un libro per chi: pensa che si debba fare qualcosa per assicurarsi un mondo migliore

autore: Stefano Amato
titolo: Stupidistan
editore: Marcos y Marcos
pagg. 256
€ 17


Paola Migliorino

Mamma di tre adolescenti e un cane, lavoratrice a tempo pieno e moglie stressata. Anche se si reputa giovane, Paola è una lettrice vecchia maniera: ama la carta, l’odore di un libro nuovo, le copertine coinvolgenti e le prefazioni. Siciliana di stanza a Milano, grazie ai libri viaggia nello spazio e nel tempo, senza limiti o barriere. Spesso, infatti, un libro la porta verso un altro, in una sequenza di passi del tutto casuale.

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