Essere una macchina di Mark O'Connell

Essere una macchina di Mark O’Connell

Immaginate un mondo in cui i corpi non esistano. Un pianeta in cui le menti siano conservate in potenti macchine, una Terra popolata di robot che pensino e abbiano acquisito una coscienza, che forse era la nostra. Questo è il mondo sognato dai transumanisti, coloro che credono che mente e corpo siano tecnologie obsolete, da superare con altre forme di vita. È la realtà futura che ci racconta il giornalista irlandese Mark O’Connell, autore di un saggio di cui si parlerà molto, Essere una macchina, edito da Adelphi e in libreria da oggi. Essere una macchina Con un tono confidenziale che fa sentire il lettore direttamente coinvolto nella ricerca, O’Connell – che fin dall’inizio chiarisce di essere ben distante dal pensiero transumanista – ci accompagna alla scoperta di un mondo fatto di sognatori, visionari e folli, all’ossessiva ricerca dell’immortalità. Veniamo quindi subito a conoscenza dell’esistenza della Alcor, un’azienda americana che attraverso la tecnologia crionica può surgelarci al momento della nostra morte, in attesa di essere riportati in vita dagli scienziati del futuro. Il successo della procedura dipende quindi, in buona parte, dalla prevedibilità del decesso. Tutto sommato, quindi, un cancro va benissimo: per chi vuole avere buone possibilità di allungare …

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Inviata speciale di Jean Echenoz

Inviata speciale di Jean Echenoz

Confesso che per tutta la lettura delle 248 pagine di Inviata speciale, l’ultimo romanzo di Jean Echenoz da oggi in libreria per Adelphi, ho sentito nella mia testa una precisa e nota voce narrante: la stessa che accompagnava le avventure parigine della timida Amelie Poulain, descritte nel fin troppo famoso film del 2001. Non me ne voglia il grande scrittore francese, ma quella voce m’è parsa semplicemente perfetta per descrivere le disavventure di Constance, alle prese con una vera missione impossibile: destabilizzare la Corea del Nord. Inviata speciale Camicetta azzurra attillata, pantaloni skinny antracite, scarpe basse, taglio alla Louise Brooks e curve alla Michèle Mercier – un insieme che sembrerebbe stridente, e invece no, sta d’incanto. Trentaquattro anni, poco attiva e poco qualificata – a malapena un diploma di scuola superiore -, moglie di un uomo i cui affari vanno o perlomeno andavano a gonfie vele, ma è la vita con questo uomo che non va affatto gonfie vele: vita materiale facile, vita matrimoniale per niente. Constance, sposata con Lou Tausk, musicista e autore fanfarone – che vive e guadagna grazie all’unica hit di portata mondiale azzeccata, Excessif -, viene improvvisamente rapita da un commando di tre uomini risoluti ma …

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Un romanzo russo di Emmanuel Carrére

Un romanzo russo di Emmanuel Carrère

Emmanuel Carrère non è un autore per tutti i lettori, così come non lo sono Philip Roth o Joyce Carol Oates o decine di altri grandissimi scrittori. Carrère o si ama o non si apprezza, fino quasi a non tollerarne la prosa. O si legge con venerazione, concentrandosi su ogni singola parola, o si sorvola con fastidio. Io, ovviamente, faccio parte della schiera dei lettori che considerano Limonov un capolavoro, che sono rimasti trafitti dalla lucida schiettezza di A Calais, che non vedono l’ora di leggere L’avversario e Vite che non sono la mia. La riedizione di Un romanzo russo, uscita recentemente per Adelphi, ha confermato questa mia venerazione per il Carrère autore di reportage, facendomi scoprire anche un suo lato più intimo e umano. Un romanzo russo Un romanzo russo è un memoir che racchiude storie concentriche, vissute dall’autore nel corso di due anni. Una scatola cinese o meglio ancora – vista l’ambientazione di buona parte della storia – una matrioska. Ciò che dà il via all’autofiction dello scrittore francese è il ritrovamento in Russia di un prigioniero ungherese, senza nome e senza memoria, trattenuto in un manicomio dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Una detenzione che ormai è …

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