Kentuki di Samanta Schweblin

Kentuki di Samanta Schweblin

Ebbene, confesso: a vent’anni avevo un Furby, un simpatico robottino di peluche che interagiva con me attraverso funzioni molto basiche.Me lo aveva regalato il fidanzato del momento, prendendone uno anche per sé, in modo che non si sentissero soli quando li lasciavamo a casa o chiusi in macchina, nell’attesa del nostro ritorno.A ripensarci oggi, dopo aver letto Kentuki, il romanzo di Samanta Schweblin pubblicato in Italia da SUR, provo una sensazione di straniamento misto a qualcosa di simile al terrore. Kentuki Non stiamo parlando di un futuro lontano o di una distopia.Il mondo dei kentuki – conigli, panda, topi, draghi, corvi di peluche, che al loro interno nascondono un software, telecamera e sensori – è il nostro mondo, quello che conosciamo bene e che ogni giorno ci porta qui, davanti a uno schermo acceso, a cercare informazioni, a condividere vicende, a cercare emozioni. Un mondo in cui si può scegliere se avere uno di questi pupazzi animati, diventando quindi un sorvegliato speciale, o se essere uno di essi, trasformandosi in un voyeur/angelo custode.Una realtà dove la tecnologia diventa feticismo e ossessione, dove da essa si pretende l’annientamento della solitudine e il controllo delle relazioni. Staccò i sigilli di garanzia e …

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