L'educazione di Tara Westover

L’educazione di Tara Westover

L’educazione di Tara Westover, caso editoriale in cima alle classifiche americane e inglesi e pubblicato in Italia da Feltrinelli, è un libro sconvolgente. Ho finito di leggerlo da poche ore e non riesco a togliermi dalla mente che la storia di Tara e della sua famiglia di mormoni anarchici e integralisti della provincia americana sia vera e vissuta quanto la mia, quanto quella di tutti noi. Tara, che oggi ha quasi trentadue anni, è realmente passata attraverso tutto ciò che racconta nelle 360 pagine del suo memoir crudo e inclemente. Il fatto che sia ancora viva e che oggi riesca a raccontarci la sua rinascita, mi appare come un miracolo. L’educazione Tara è figlia di Faye, che proviene da una buona famiglia, e di Gene, integerrimo credente di più umili origini. È l’ultima di sette fratelli e sorelle, che crescono ai piedi di un picco montuoso, il Buck’s Peak in Idaho. Gene fa soldi (pochi), a volte raccogliendo lamiere e rivendendo i metalli, altre volte costruendo fienili e capannoni. Faye prepara intrugli guaritori e impara, con grande fatica e disgusto, a far nascere bambini. In mezzo a queste due figure genitoriali alquanto bizzarre, i sette figli crescono ignoranti e sporchi, …

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Heidi di Francesco Muzzopappa

Heidi di Francesco Muzzopappa

Un Muzzopappa all’anno, vi toglie ogni affanno! Per fortuna che il nostro eroe della letteratura comica e satirica, non ci lascia mai troppo a lungo senza le sue parole. A un anno di distanza da Dente per dente, in cui lo scrittore pugliese prendeva di mira le bizzarrie del mondo dell’arte contemporanea, da oggi in libreria troviamo Heidi, il nuovo romanzo che sbeffeggia, con la solita acuta ironia, la televisione e l’universo dei programmi trash. Francesco Muzzopappa è tornato, così come il sorriso sulle mie labbra. Heidi Purtroppo a Milano uscire alle sei di sera viene considerata una malattia non curabile. Solo gli sfaticati lavorano otto ore. L’ideale di vita è arrivare morti alla pensione o spirare durante una riunione. In alcuni uffici ti fanno addirittura correre sulla ruota. In questa nuova storia, Muzzopappa ha preso in mano un’affilata accetta e, con mia somma gioia, ha deciso di fare a pezzi il patinato mondo dei milanesi imbruttiti. L’intero romanzo è costellato di frecciatine rivolte ai workaholic, a chi crede di esserlo, a chi si convince che questo sistema sia l’unico per mantenere alto il rendimento delle operose formichine meneghine. Tra questi milanesi asserviti all’iper lavoro troviamo anche la protagonista del …

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Un romanzo russo di Emmanuel Carrére

Un romanzo russo di Emmanuel Carrère

Emmanuel Carrère non è un autore per tutti i lettori, così come non lo sono Philip Roth o Joyce Carol Oates o decine di altri grandissimi scrittori. Carrère o si ama o non si apprezza, fino quasi a non tollerarne la prosa. O si legge con venerazione, concentrandosi su ogni singola parola, o si sorvola con fastidio. Io, ovviamente, faccio parte della schiera dei lettori che considerano Limonov un capolavoro, che sono rimasti trafitti dalla lucida schiettezza di A Calais, che non vedono l’ora di leggere L’avversario e Vite che non sono la mia. La riedizione di Un romanzo russo, uscita recentemente per Adelphi, ha confermato questa mia venerazione per il Carrère autore di reportage, facendomi scoprire anche un suo lato più intimo e umano. Un romanzo russo Un romanzo russo è un memoir che racchiude storie concentriche, vissute dall’autore nel corso di due anni. Una scatola cinese o meglio ancora – vista l’ambientazione di buona parte della storia – una matrioska. Ciò che dà il via all’autofiction dello scrittore francese è il ritrovamento in Russia di un prigioniero ungherese, senza nome e senza memoria, trattenuto in un manicomio dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Una detenzione che ormai è …

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