Medea di Rita Petruccioli

Sulla copertina di Medea di Rita Petruccioli è raffigurata Medea, pelle e capelli blu, che indossa un top/armatura color oro. Dalle sue mani esce il potere, raffigurato da piccole stelle che salgono verso l'alto. Sullo sfondo ci sono gli altri personaggi della storia.

È profondamente liberatorio leggere Medea di Rita Petruccioli, graphic novel pubblicata da Bao Publishing, che prende un mito tra i più controversi della tradizione greca e lo ribalta con uno sguardo nuovo, consapevole e decisamente contemporaneo.

Medea

La trama riprende gli elementi essenziali della storia classica: Medea, straniera proveniente dalla Colchide, segue Giasone dopo averlo aiutato a conquistare il Vello d’oro, ma una volta giunta a Corinto viene progressivamente emarginata e tradita. Qui, però, la narrazione si discosta dalla versione euripidea: la Medea di Petruccioli non è una figura dominata dalla vendetta, bensì una donna isolata, fraintesa e schiacciata da una società che la teme e la rifiuta.

Il primo grande punto di forza del graphic novel sta proprio nello sguardo dell’autrice, che si inserisce nella scia di riletture come Medea – Voci di Christa Wolf.
Petruccioli riscrive il mito da una prospettiva femminile e transfemminista, capace di interrogare criticamente il racconto tramandato nei secoli, spesso filtrato da una visione maschile.
In questa nuova versione, Medea non è più il mostro, ma il prodotto di una narrazione distorta, costruita da chi ha interesse a dipingerla come pericolosa. È un ribaltamento potente, che invita a riflettere su quante storie di donne siano state travisate o ridotte a stereotipo.

A emergere con forza è anche il tema dell’intolleranza verso il diverso.
Medea e le donne di Colchis hanno la pelle blu, una scelta visiva immediata e simbolica, che sottolinea la loro alterità e le rende bersaglio di sospetto e discriminazione. Questo elemento dialoga con la tradizione del mito, ma la attualizza, trasformandolo in una riflessione universale su esclusione e razzismo. Parallelamente, resta centrale la disuguaglianza di genere: gli uomini che circondano Medea temono la sua conoscenza, la sua autonomia, la sua sensibilità, e reagiscono cercando di ridurla al silenzio.

In questa prospettiva, la vera violenza non è quella attribuita a Medea, ma quella esercitata su di lei.
Il graphic novel mostra con lucidità come il potere maschile si alimenti anche attraverso il pettegolezzo e la delegittimazione: la protagonista viene isolata, giudicata, resa colpevole agli occhi della collettività. È una dinamica che risuona con forza nel presente, dove le donne in posizioni di potere sono ancora sottoposte a un controllo e a una critica ben più severi rispetto agli uomini.

A rendere ancora più incisiva questa rilettura contribuisce la nuova ambientazione; la Grecia mitologica si fonde con un immaginario fantascientifico, e la nave degli Argonauti diventa una sorta di astronave che richiama l’Enterprise di Star Trek. Questa scelta non è solo estetica, ma amplifica il respiro del racconto, proiettandolo in una dimensione senza tempo e senza confini.

Infine, il comparto visivo è parte integrante della forza narrativa: i colori sono intensi, vibranti, dominati dal blu che definisce Medea e il suo mondo. I costumi, ispirati a icone pop come Sailor Moon e I Cavalieri dello Zodiaco, creano un affascinante cortocircuito tra antico e contemporaneo, rendendo il graphic novel accessibile e suggestivo.

La Medea di Rita Petruccioli è una storia di abile riscrittura che riesce a restituire voce, complessità e dignità a un personaggio che per troppo tempo è stato raccontato dai maschi.
Assolutamente da leggere.

un libro per chi: cerca sempre di capire entrambi i lati della medaglia

autrice: Rita Petruccioli
titolo: Medea
editore: Bao Publishing
pagg. 272
€ 25

Chi ha scritto questo post?

Emiliano-romagnola, ragazzina negli anni ’80, si è trasferita a Milano nel 2008 e per molto tempo è stata un "angelo custode di eventi".
Da anni si occupa anche di libri: modera incontri letterari, ha ideato e realizzato la rassegna Segreta è la notte e conduce diversi gruppi di lettura.
Pratica mindfulness dal 2012, sogna sempre le montagne, ascolta musica jazz e vive un'intensa storia d'amore con il suo beagle Franco.
È meno cattiva di quello che sembra e vorrebbe morire ascoltando “La Bohéme” di Puccini.

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