Scintille di Minerva

Giovani autrici per le Scintille di Minerva

I dati su libri e lettura sono sempre più preoccupanti. In Italia si pubblica tanto ma si legge poco, così ci dice l’Istat con il consueto rapporto che ci fa deprimere e strappare i capelli. Solo il 5,7% degli italiani legge almeno un libro al mese, diventando così un lettore forte. Ma è davvero forte chi legge 12 libri all’anno? Si (e ci) salvano i giovani, che leggono più degli adulti, grazie anche a un’accattivante produzione letteraria adatta alle loro esigenze. Insomma, siamo italiani, popolo di non lettori con tantissimi romanzi nel cassetto, come se ci venisse molto più naturale scrivere che leggere. Ma anche su questo aspetto, da oggi posso dire che i (veri) giovani hanno una marcia in più. Ho infatti scoperto il concorso letterario Scintille di Minerva, promosso dalla casa editrice bolognese Minerva, che si rivolge agli studenti delle scuole superiori italiane, cercando nuovi talenti che abbiano belle storie da raccontare. Scintille di Minerva Giunto quest’anno alla terza edizione e aperto anche alle scuole italiane all’estero, il concorso gode del sostegno del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e cerca nuovi autori di romanzi o di antologie di …

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Il bambino che disegnava parole di Francesca Magni

Il bambino che disegnava parole di Francesca Magni

Se siete genitori vorrete leggerlo. Se siete insegnanti o educatori dovreste leggerlo. Se non siete né gli uni né gli altri, datevi l’opportunità di entrare nel cervello e nella vita di un dislessico e ringraziate Francesca Magni per averlo descritto così bene ne Il bambino che disegnava parole. Il bambino che disegnava parole Scritto con uno stile che coinvolge più dei migliori e appassionanti thriller psicologici, il libro della giornalista Francesca Magni ci accompagna nella sofferta e complessa odissea di un’intera famiglia, stravolta dalla scoperta che il dodicenne Teo, alle prese con le difficoltà della scuola media, sia in realtà affetto da dislessia. Teo non è incapace, non è distratto, non è svogliato, non è pigro, come sarebbe semplice (e altrettanto superficiale) dedurre dai suoi scarsi risultati scolastici e come viene inizialmente giudicato dal suo stesso intransigente padre. Teo ha un disturbo dell’apprendimento e per fortuna ha anche una madre testarda, che, non rassegnandosi all’incapacità scolastica del figlio, scava nel profondo di certi segnali e atteggiamenti, arrivando a scoprire la verità, grazie anche all’intuizione di un’attenta psicologa. Non ricordi i saluti, ma una volta usciti in strada ti senti come se ti avessero rimesso in ordine gli organi interni. Era così …

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A caccia nei sogni di Tom Drury

A caccia nei sogni di Tom Drury

Non date alcun credito a chi vi dice che Tom Drury è il nuovo Kent Haruf. Innanzitutto, lo stesso Drury ammette candidamente di non aver letto i romanzi del compianto scrittore; poi, a dirla tutta, se ci sono due prose diametralmente opposte sono proprio quelle dei due autori americani, entrambi pubblicati da NN Editore. A caccia nei sogni È il secondo capitolo della trilogia di Grouse County, iniziata nel 1994 con La fine dei vandalismi. Nel primo romanzo, uscito a puntate sul New Yorker, Drury ci presentava i diversi personaggi che popolano la contea di Grouse in Iowa, travolgendoci con dialoghi serrati, minuziose descrizioni di fatti quotidiani e sottotrame strampalate. Un’inondazione di parole che inizialmente appare ridondante, quasi fastidiosa, per poi rivelarsi la molla scatenante di un interesse così vivo da diventare necessità. Ne La fine dei vandalismi conosciamo Louise, sposata con l’infantile e birbone Tiny al quale chiede il divorzio, esasperata dai suoi comportamenti egoisti e meschini. Louise inizia una delicata storia d’amore con Dan, lo sceriffo che – guarda caso – si ritrova a dover perseguire Tiny per atti vandalici. Sullo sfondo, altri personaggi, moltissimi dialoghi e tutta la bellezza della vita vera e semplice. In A caccia nei …

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